I pionieri del servizio “universale”

40 anni fa i primi obiettori di coscienza: un libro ripercorre motivazioni e passaggi al Servizio Civile Universale

Non poteva arrivare così puntuale la presentazione della “prima” storia di 40 anni di obiezione di coscienza e servizio civile in Trentino. Il volume, curato da Dario Fortin per “Il Margine”, esce infatti nella settimana in cui la Giunta provinciale di Trento ha dato il via libera a 90 giovani trentini che potranno cominciare il loro servizio civile il prossimo primo aprile: e non sarà uno scherzo! Saranno i capofila del nuovo SCUP (Servizio Civile Provinciale Universale), varato con fresco regolamento e finanziato con i fondi previsti per ora da “Garanzia Giovani”: “anche questa è un'anteprima a livello nazionale”, segnala l'assessora competente Sara Ferrari.

Ma questi 90 ragazzi (e altri 150 sono in lista d'attesa) possono essere considerati anche anagraficamente i nipotini dei pionieri che fin dall'istituzione della legge nazionale sull'obiezione di coscienza nel 1972 avevano tracciato un solco all'insegna dell'impegno giovanile.

Trento, durante l'ideologica “fase nascente” del pacifismo italiano, ha trovato nel solco iniziale della LOC (Lega Obiettori Coscienza) due vivai particolarmente fecondi: prima Villa Sant'Ignazio e poi la Caritas diocesana. I convegni e varie celebrazioni del recente quarantennale hanno offerto al metodo di ricerca-azione ampio materiale che questo libro ha il pregio di “fissare” in una dimensione sia concettuale che esperienziale: alle voci dei pionieri (da Pompeo Viganò a padre Livio Passalacqua, che sottolinea il respiro conciliare dell'obiezione “cattolica”) s'alternano quelle dei teorici (i pedagogisti Marco Dallari e Johnny Dotti, il giurista Emanuele Rossi, il giornalista Riccardo Bonacina) che riconoscono gli elementi fondativi e costanti del servizio civile: dalla carica profetica dei primi anni, legati al rifiuto dell'obbligo di leva fino alla scelta coraggiosa degli anni in cui lo Stato volle sancire “la lenta eutanasia” del servizio civile.

“Per molti ragazzi – annota Fortin nell'introduzione – esso aveva determinato scelte importanti e qualificato molti destini”. Più narrazione di storie che riassunto della storia, il libro attraversa le azioni di pace degli anni Ottanta e Novanta fino alla pressione per arrivare ad una legge di Servizio Civile Nazionale anticipata dalla “Legge Lunelli” (n.5/2007) in Consiglio provinciale.

E adesso? In questa nuova fase nascente, non è male attingere alle dimensioni sorgive dell'esperienza (cristiana, politica, educativa, comunitaria e interiore, come dice Fortin) coniugandole però nel nuovo sistema organizzativo, come propone Giampiero Girardi nel capitolo dedicato al contributo specifico offerto dalla Caritas alla scelta dell'obiezione e del volontariato (anche femminile!).

Con l'impegno a imporsi verifiche puntuali perchè le nuove esigenze previste dallo SCUP (maggior flessibilità, meno burocrazia) non vadano a scapito delle motivazioni e di quella carica di profezia che non deve rimanere patrimonio esclusivo dei “formidabili” pionieri.

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