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Politica. Con qualche rimpasto di competenze e sorprese dell’ultima ora, il sindaco di Trento Alessandro Andreatta ha varato ieri sera la nuova giunta comunale. Con tre donne assessore e tre volti nuovi, la squadra si prepara a governare la città per i prossimi cinque anni. Quinquennio in cui la giunta dovrà affrontare, tra le molte tematiche, anche quella della variante al prg.
Il servizio di Sara Marcolla.
[L’urbanistica rimarrà in mano al vicensindaco Paolo Biasioli, assieme all’edilizia privata, mentre a Mariachiara Franzoia è stata riconfermata la delega per le politiche sociali e giovanili, e per l’edilizia pubblica. Italo Gilmozzi mantiene lavori pubblici e patrimonio, con l’aggiunta della mobilità; ad Andrea Robol resta la cultura, con biblioteche, sport e pari opportunità, ma perde il turismo. Con una decisione dell’ultima ora e contrariamente alle attese, il sindaco ha ufficializzato così la sua nuova squadra di governo.
Tra le new entry c’è Roberto Stanchina, coordinatore cittadino di Patt, al quale vanno le deleghe su politiche economiche e agricole e turismo. E poi le due donne esterne, vera novità di questa legislatura: Chiara Maule del Cantiere, che si occuperà di innovazione, partecipazione e formazione; e Marika Ferrari, giovanissima assessora del Patt con competenze in materia di politiche ambientali e progetti europei.
Al sindaco rimangono le deleghe su personale, bilancio e polizia locale.
Una giunta che ha sollevato non poche polemiche tra gli esclusi, tra cui gli ex assessori Castelli e Tomasi, e Panetta, il più votato del Cantiere, che ieri non si è presentato in aula. “Una scelta – dicono i delusi – che non rispecchia l’esito del voto”.]
Intanto ieri si è riunito il primo consiglio comunale, con 40 consiglieri al posto di 50. Lucia Coppola è stata eletta presidente con 34 voti a favore e 5 schede bianche: è la prima donna a ricoprire questa carica. Per la prima volta entrano in consiglio gli esponenti del Movimento 5 Stelle e dell’Altra Trento a sinistra.