Condanna Grisenti, ecco le motivazioni

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“Silvano Grisenti non perseguiva alcun interesse pubblico bensì esclusivamente il proprio interesse privato”. Lo si legge nelle motivazioni della sentenza della Cassazione che lo scorso 9 marzo aveva respinto il ricorso degli avvocati difensori dell’ex presidente dell’A22 ed ex assessore provinciale contro la condanna a 1 anno di reclusione per corruzione, truffa aggravata e tentata violenza privata. La condanna era stata emessa un anno prima dalla corte d’Appello di Bolzano, come esito dell’inchiesta Giano Bifronte. 

Nel motivare la sentenza, la Cassazione fa esplicito riferimento agli accordi privilegiati tra Grisenti e l’imprenditore Collini, documentati anche dalle intercettazioni ambientali. L’ex presidente A22 favorì Collini, minacciando altre aziende concorrenti, in cambio di incarichi di progettazione per l’azienda di cui era socio il fratello di Grisenti.

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