Marangoni, spunta l’ipotesi del contratto di solidarietà

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Non si ferma la protesta dei lavoratori della Marangoni che anche oggi e domani incroceranno le braccia per due ore con un presidio ai cancelli della ditta e con il blocco dei tir in uscita.

Intanto c’è attesa per l’incontro di domani fra Olivi, Rossi e i sindacati, che chiedono  a Marangoni di mettere in campo un piano sociale di sostegno ai 120 lavoratori che a partire da agosto ed entro metà 2017 verranno messi in mobilità.

La scorsa settimana il consiglio provinciale aveva approvato una risoluzione che impegnala Giunta promuovere l’immediata riattivazione del tavolo di confronto; a richiedere alla Marangoni di utilizzare tutti gli ammortizzatori sociali; a rivedere gli accordi tra azienda e Pat nel caso non siano rispettati gli obiettivi stabiliti dall’accordo.  “L’operazione di leas back da 45 milioni di euro concesso nel 2010  – ha ricordato Olivi – poggiava su un accordo che aveva come obiettivo quello di mantenere qui le funzioni strategiche del gruppo come la ricerca e lo sviluppo e la produzione. Se l’unica scelta dell’azienda è tagliare il personale – ha aggiunto – quell’accordo rischia di non avere più le basi”.  

Dal canto suo l’azienda si è mostrata disponibile a discutere: tra le ipotesi il ricorso al contratto di solidarietà.  

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