Lavoro, al via il fondo di solidarietà

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Lavoro. Al via, con il decreto del Governo firmato dai ministri Poletti e Padoan, il Fondo territoriale di solidarietà. Il nuovo strumento si rivolge ai lavoratori dipendenti di datori di lavoro privati che operano in Trentino, non coperti dalla cassa integrazione guadagni e per i quali non siano stati costituiti  fondi di solidarietà bilaterali di settore a livello nazionale. Si stima che ad esserne interessati siano potenzialmente circa 52 mila dipendenti.

La tutela prevista scatta nei casi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa. In pratica il Fondo, attraverso la corresponsione di uno specifico assegno,  si propone di:assicurare ai lavoratori un sostegno al reddito in caso di sospensione  dal lavoro o riduzione dell’orario di lavoro; prevedere assegni straordinari per processi di agevolazione all’esodo (lavoratori che raggiungano i requisiti previsti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato nei successivi cinque anni, ovvero i famosi “esodati” che a livello nazionale non trovano invece alcun reddito ad un passo dalla pensione); contribuire al finanziamento di programmi formativi di riconversione o riqualificazione professionale (in concorso con i fondi nazionali o europei); il fondo può inoltre assicurare ai lavoratori stagionali un sostegno al reddito aggiuntivo in caso di interruzione del rapporto rispetto alla Naspi nazionale.

La durata massima di percepimento da parte del lavoratore dell’assegno previsto dal Fondo è di 13 settimane per singola domanda, e in ogni caso nel limite di 26 settimane nel biennio.

Il Fondo è gestito da un “Comitato amministratore” composto da: 6 esperti designati dai Sindacati Cgil, Cisl e Uil stipulanti l’Accordo, 6 esperti designati dalle organizzazioni dei datori di lavoro,  2 dirigenti, rispettivamente del Ministero del Lavoro e del Ministero dell’Economia e delle Finanze e un dirigente della Provincia autonoma di Trento.

Il finanziamento spetta al datore di lavoro e al lavoratore, con un contributo dello 0,45% sulla retribuzione mensile, per due terzi a carico del datore e per un terzo del lavoratore. La Finanziaria 2016 ha però sgravato il datore di lavoro di metà dei suoi oneri contributivi, rendendoli detraibili dall’imposta Irap dovuta.  In sostanza, l’onere contribuitivo spetterà per 1/3 ad ognuno dei soggetti firmatari: Provincia, lavoratori, imprese.

A ciò si aggiunge uno stanziamento provinciale di partenza di 2 milioni di euro, valido per il 2016.

“E’ una conquista per l’Autonomia, ottenuta con uno specifico articolo che la Provincia è riuscita a fare inserire nel Jobs Act” sottolinea l’assessore Olivi.

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