Il sogno di Papa Francesco per l’Europa

“Che cosa ti è successo, Europa?”. Alla vigilia dell’udienza che Papa Francesco concederà, venerdì 24 marzo, ai leader dei 27 Paesi membri dell’Unione europea, risuona ancora il grido lanciato da Francesco quasi un anno fa, in occasione del conferimento del Premio Carlo Magno. Due anni prima, negli altri due discorsi programmatici sul Vecchio Continente, pronunciati a Strasburgo, Francesco ha esortato a scongiurare il rischio di un’Europa “nonna”, stanca, impaurita, ferita, pessimista e ripiegata su se stessa, incapace di accogliere. “Sogno un nuovo umanesimo europeo, un costante cammino di umanizzazione, cui servono memoria, coraggio, sana e umana utopia. Sogno un’Europa giovane, capace di essere ancora madre… Sogno un’Europa che si prende cura del bambino, che soccorre come un fratello il povero e chi arriva in cerca di accoglienza… Sogno un’Europa che ascolta e valorizza le persone malate e anziane… Sogno un’Europa dove i giovani respirano l’aria pulita dell’onestà… Sogno un’Europa delle famiglie… che promuove e tutela i diritti di ciascuno, senza dimenticare i doveri verso tutti”, disse nel discorso per il conferimento del Premio Carlo Magno, il 6 maggio 2016.

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