G8 Genova, l’Italia ammette le proprie colpe

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G8 di Genova. L’Italia ha riconosciuto le proprie colpe nei confronti di sei cittadini su 65 che avevano presentato ricorso per le violenze subite nella caserma di Bolzaneto il 21 e 22 luglio 2001, durante il G8 nel capoluogo ligure. Il governo risarcirà ciascuna delle sei persone con 45mila euro per danni morali e materiali e per le spese processuali.  Lo ha reso noto la  Corte europea dei diritti umani, che prende atto della risoluzione amichevole tra le parti e chiude il caso.

Nell’estate del 2001, durante le manifestazioni di protesta contro il G8 e contro il progetto economico e politico che esso rappresentava, decine di persone vennero fermate e portate nella caserma di Bolzaneto, dove subirono maltrattamenti e violenze fisiche e verbali da parte di polizia, carabinieri e militari.

Due anni fa era arrivata la sentenza della Corte europea dei diritti umani, che aveva qualificato come “tortura” le violenze compiute dalle forze dell’ordine all’interno della scuola Diaz di Genova.

“Un fatto importante” commenta ai nostri microfoni Vincenzo Passerini, che all’epoca era presidente del Forum trentino per la pace ed era a Genova per partecipare all’intera settimana del Forum alternativo. (ascolta qui sotto)

 

Ora, dopo 16 anni, il Governo si impegna, oltre al risarcimento, anche ad adottare le misure necessarie per garantire in futuro sanzioni penali per punire i maltrattamenti e gli atti di tortura e a predisporre corsi di formazione specifici sul rispetto dei diritti umani per gli appartenenti alle forze dell’ordine».

“Non è sufficiente” aggiunge Passerini.

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