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Le procure di Brescia e di Trento hanno aperto due inchieste sulla morte della piccola Sofia, la bimba di 4 anni stroncata lunedì dalla malaria. Il decesso è avvenuto all’ospedale lombardo, dove la piccola era giunta da Trento in gravi condizioni sabato.
L’inchiesta trentina, aperta per omicidio colposo a carico di ignoti, punta a chiarire se vi siano state responsabilità penali nella morte di Sofia Zago.
Da un punto di vista medico scientifico la causa del contagio resta ancora “inspiegabile” e si procede con gli accertamenti per fare luce. Secondo le prime ipotesi, la più accreditata è che la malattia sia stata contratta all’ospedale di Trento.
«Fin da subito – riferisce l’assessore provinciale alla salute Luca Zeni – l’Azienda sanitaria ha attivato tutte le procedure necessarie a indagare i possibili fattori che hanno portato al contagio. Le verifiche sono tuttora in atto e l’assessorato e azienda sono in contatto e collaborano con il ministero della Salute. Una relazione è stata consegnata anche al Nas».
Il servizio di sorveglianza entomologica che la Provincia non evidenzia la presenza in Trentino di zanzare appartenenti alle specie note per essere vettori della malattia.
La piccola prima di arrivare al Santa Chiara il 13 agosto, in vacanza a Bibione, era stata ricoverata all’ospedale di Portogruaro dove è stato riscontrato un esordio di diabete infantile. Le autorità stanno requisendo anche la documentazione riferita al breve ricovero nel veneziano della piccola.
Domani intanto all’Istituto di Medicina legale degli Spedali civili di Brescia verrà eseguito l’esame autoptico.
Il dottor Gianpaolo Rama, oggi medico a Trento, ha lavorato negli anni 80 e 90 con il Cuamm (Medici con l’Africa) in Mozambico. Zona endemica della malattia, che quindi conosce bene (ascolta qui sotto)