La doppia preferenza è legge

Un passaggio definito da più parti epocale, che cambierà il modo di costruire le liste e la composizione delle istituzioni della politica

Ancora non è chiaro se verrà chiesto il referendum confermativo sulla doppia preferenza di genere, la norma che è stata approvata venerdì 1 dicembre in aula del Consiglio provinciale di Trento, ma non con i numeri necessari per evitare la consultazione popolare di convalida. Il testo, infatti, è passato con 23 voti a favore della maggioranza, compreso quello della proponente Manuela Bottamedi del Gruppo misto, 8 contrari, 2 astenuti (Fasanelli e Cia) e due consiglieri (Viola e Bezzi) che non hanno partecipato al voto.

È mancato per un voto il traguardo della maggioranza qualificata, ovvero i due terzi dell'assemblea per scongiurare il referendum. Come previsto dalla legge, 7 consiglieri potrebbero ora richiedere un referendum confermativo, che dà l’ultima parola agli elettori. Potrebbe essere indetto nella migliore delle ipotesi entro 8 mesi ovvero verso fine giugno primi di luglio. Infatti, dalla pubblicazione della legge occorrono 3 mesi per la raccolta delle firme, poi 40 giorni per la verifica delle stesse e 30 giorni per il decreto del Presidente della Provincia. Servirebbero infine da 50 a 70 giorni per le altre procedure referendarie. Costi: tra i 2,5 e i 3 milioni di euro.

Qualora nessuno lo proponesse, la legge entrerà in vigore così com'è e sarà applicata già per le provinciali 2018.

Un passaggio definito da più parti epocale, che cambierà il modo di costruire le liste e la composizione delle istituzioni della politica. La norma introduce la doppia preferenza di genere nelle liste elettorali con il 50% di donne e il 50% di uomini e la possibilità per l'elettore di esprimere solo due preferenze, che dovranno essere obbligatoriamente una al maschile e l'altra al femminile, pena l'annullamento della seconda preferenza.

All’ esultanza delle consigliere provinciali per la storica approvazione si stringe anche la soddisfazione del “Comitato Non Ultimi” il gruppo “apartitico e trasversale”, nato nel 2016 a sostegno del vecchio disegno sulla doppia preferenza di genere, proposto a suo tempo da Lucia Maestri del Pd e sempre da Giacomo Bezzi di Forza Italia, e affossato lo scorso maggio dall’ostruzionismo. “Il Trentino si meritava questa legge da tempo – commenta la presidente Giulia Robol ai microfoni di Trentino InBlu – spiace solo che non abbia avuto un appoggio da parte di tutta l’Aula, come è successo in Sardegna con un voto praticamente plebiscitario. È una vittoria di civiltà e della democrazia perché garantisce la parità di accesso alle cariche elettive sancite dalla Costituzione. E un eventuale referendum – conclude – consentirà di fare promuovere il tema della parità di genere e, quindi, favorire un cambiamento culturale”.

vitaTrentina

Got Something To Say?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Il periodo di verifica reCAPTCHA è scaduto. Ricaricare la pagina.

vitaTrentina