Profughi, “I Comuni devono fare la propria parte”

>

Prosegue il dibattito dopo la protesta mercoledì scorso dei migranti alloggiati Marco di Rovereto dove attualmente risiedono 250 persone in attesa di essere sistemati in soluzioni migliori come appartamenti o strutture meglio organizzate. Il missionario comboniano trentino, padre Alex Zanotelli è tornato ieri nel campo di accoglienza per ascoltare le loro richieste: migliori condizioni di vita e la possibilità di lasciare i container da dove alcuni di loro vivono da un paio di anni. “Ogni persona ha uno spazio di soli tre metri quadranti. Inaccettabili – ha ribadito padre Zanotelli – anche i tempi lunghi legati all’ottenimento dello status di richiedenti asilo”. Tra le associazioni che si impegnano per favorire il processo di accoglienza, di inclusione sociale e convivenza dei cittadini stranieri c’è anche Atas onlus. “Il sistema trentino che ha optato per la accoglienza diffusa è uno dei più efficienti nel panorama italiano. Il problema è duplice – commenta ai nostri microfoni il coordinatore generale Emiliano Bertoldi : da un lato tempi troppo lunghi riguardanti il riconoscimento dello status di profugo, e su questo i progetti territoriali non possono intervenire, dall’altro la mancanza di appartamenti” Ascoltiamo

vitaTrentina

Got Something To Say?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Il periodo di verifica reCAPTCHA è scaduto. Ricaricare la pagina.

vitaTrentina