“Qui c’è la nostra storia”

L’associazione Museo Grande Guerra in Valle del Chiese inaugura nel fine settimana la sua nuova esposizione, allestita all’ex municipio di Bersone

Sabato 22 e domenica 23 giugno sono le date che l’associazione Museo Grande Guerra in Valle del Chiese ha scelto per l’apertura della nuova esposizione, allestita al piano terra dell’edificio dell’ex municipio di Bersone, nel Comune di Valdaone. Un evento atteso, per certi aspetti agognato dal gruppo di volontari guidato da Francesco Bologni, grande appassionato di storia locale, da tempo impegnato nel recupero e nella valorizzazione di cimeli della Prima guerra mondiale.

“Stiamo lavorando al nuovo museo da oltre due anni oramai, da quando il gruppo che dal 1991 si era occupato dell’esposizione museale di Bersone si è sciolto; con Massimo Parolari ed Elio Bugna che avevano condiviso con me quel percorso, ho pensato al modo di ripartire. Abbiamo cercato di coinvolgere persone da tutta la Valle del Chiese, soprattutto giovani, per rilanciare il museo e trovare nuovi stimoli per la nostra proposta culturale”, racconta Bologni.

Nove le persone nel direttivo e tanti i soci che poco alla volta si sono avvicinati alla nuova associazione che in poco tempo si è data da fare per riaprire la storica sede espositiva di Bersone, partendo però dall’affidamento della sede espositiva da parte del Comune di Valdaone. “Ognuno di noi si è preso a cuore una questione; abbiamo cercato di suddividere i compiti sulla base dell’esperienza e delle inclinazioni di ciascuno”, prosegue Francesco. C’è chi si è occupato delle armi e dei rapporti con la Questura, chi della segreteria, dell’inventario, della sicurezza, delle pubbliche relazioni e dei rapporti con il territorio. Tutti assieme dell’allestimento, la parte principale del lungo lavoro, quella che sabato tutti avranno modo di vedere.

Nuovi arredi e nuove vetrine per proteggere i delicati cimeli della Grande Guerra progettati per favorire la visita e la conoscenza di questo particolare periodo storico che ha segnato il territorio chiesano e che, ancora oggi, a distanza di oltre cento anni, ancora fa sentire la propria eco. L’attività dell’associazione non si limiterà all’apertura continuativa della mostra permanente, prevista per l’estate. “Abbiamo intenzione di organizzare serate a tema e momenti di approfondimento storico così come attività didattiche rivolte alle scuole del nostro territorio ma anche a quelle che vengono da un po’ più lontano”, riprende Bologni.

E i volontari pensano anche all’allestimento di una piccola biblioteca tematica e di un archivio con documenti e materiale iconografico per favorire la divulgazione. Tanti progetti e tante idee per un’associazione che dopo due anni di lavoro silenzioso e forse poco visibile, avrà finalmente modo di condividere con il territorio il frutto del proprio lavoro. “Speriamo che quanto fatto in questo periodo sia apprezzato”, conclude Francesco Bologni. “Confidiamo che l’appoggio che abbiamo avuto dalle istituzioni e dai nostri soci prosegua nel futuro e faremo in modo di rafforzare la rete di partner e amici che abbiamo coltivato in questi ultimi due anni, tanto in Valle del Chiese, quanto fuori, come con il Museo della Guerra di Rovereto con cui aderiamo alla Rete Trentino Grande Guerra”.

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