Tra i banchi di scuola più forti, il progetto di Università e Provincia di Trento

L’obiettivo, per la scuola trentina, è ritornare e rimanere in presenza

Tornare tra i banchi di scuola più forti di prima. Il dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive dell’Università di Trento e il dipartimento Istruzione e Cultura della Provincia di Trento stanno cercando degli strumenti che aiutino gli studenti a vivere con serenità il periodo difficile che stiamo vivendo. Lo stanno facendo attraverso il progetto “Sentirsi forti”, finanziato da un bando della Fondazione Caritro.

L’obiettivo di “Sentirsi forti” è far emergere e aumentare negli studenti della scuola secondaria di primo grado il concetto di sé scolastico, per poi condividerlo con compagni e insegnanti. Per farlo, saranno analizzati indicatori come la motivazione, l’autostima a scuola, la percezione delle proprie capacità in matematica e in italiano, il capitale psicologico, la personalità, la disponibilità verso gli altri, la qualità della didattica e il clima sociale scolastico.

Il progetto è diviso in due fasi. In un primo momento, saranno somministrati dei questionari agli studenti di sette istituti comprensivi: Alta Val di Sole, Bassa Anaunia – Tuenno, Bassa Val di Sole, Cles “B. Clesio”, Fondo – Revò, Taio e Trento 7. La seconda fase, invece, coinvolgerà i docenti, che dovranno aiutare i loro studenti a potenziare le proprie capacità non-cognitive.

Sono coinvolti complessivamente 21 docenti e 322 studenti e studentesse, ma anche i sette dirigenti degli istituti scolastici, che hanno collaborato anche alla fase di preparazione del progetto, l’estate scorsa.

“Ad oggi, la raccolta dati nel primo periodo ha permesso di analizzare il quadro delle componenti cognitive e non-cognitive delle varie classi – spiega il coordinatore del progetto, Franco Fraccaroli dell’Università di Trento -. In particolare, al personale docente coinvolto è stato fornito un report dove, nel rispetto della privacy, si presentava la situazione di una singola classe in rapporto all’andamento complessivo del campione esaminato. Ogni insegnante quindi ha il quadro della propria classe in termini di self-concept scolastico, livello di motivazione degli studenti, qualità delle relazioni sociali e resilienza”.

“Questo approccio ha permesso d’individuare quali siano le variabili target su cui intervenire, in base al quadro specifico di ogni classe – aggiungono Francesco Pisanu, dell’ufficio per la Valutazione delle Politiche scolastiche, ed Enrico Perinelli, ricercatore del Dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive dell’Università di Trento -. Si stanno anche raccogliendo dati sui livelli di apprendimento degli studenti, in modo da indagarne i correlati più importanti con le variabili di tipo non cognitivo. I dati saranno raccolti anche al termine del secondo periodo, cioè a maggio. In questa seconda fase sarà possibile effettuare una più approfondita analisi sugli effetti degli interventi adottati. Auspichiamo di rilevare, in particolare, incremento dei livelli di self-concept scolastico tra i ragazzi”.

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