Restituita alla comunità la chiesa di Palù del Fersina. La cerimonia con il vescovo Lauro

È salito a Palù del Fersina l’Arcivescovo di Trento, monsignor Lauro Tisi, per restituire alla comunità la chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena, al termine di un importante intervento di ristrutturazione.

Alla cerimonia di inaugurazione, servita anche per ringraziare e salutare il parroco attualmente alla guida della Parrocchia, ovvero don Daniele Laghi che lascerà il posto a don Romeo Zuin, era presente il Vice Presidente della Provincia di Trento Tonina, che ha sottolineato come la chiesa sia importante per la comunità per preservare i valori della cultura del Trentino.

La chiesetta, che si affaccia sulla Valle del Fersina, risale al 1500, anche se viene citata indirettamente su un documento del 1369. Durante i primi anni del XVI secolo venne, con ogni probabilità, ricostruita, e quindi benedetta nel 1522. Verso la fine del secolo fu ristrutturata e nel 1642, nei documenti che si riferiscono ad una visita pastorale, viene citato il suo campanile. Al suo interno si trovano un altare in legno scolpito, dipinto e decorato nel 1700 e le statue raffiguranti Santa Maria Maddalena. Ha il fonte battesimale più antico della valle degli inizi del 1600. Nel 1954 la chiesa venne visitata dal Patriarca di Venezia, Cardinale Angelo Giuseppe Roncalli, poi Papa Giovanni XXIII.

Restaurata più volte nel corso del Novecento, la chiesa è stata ora restituita alla comunità dopo un radicale intervento costato oltre 500.000 euro, iniziato l’anno scorso sotto la guida dell’architetto Giorgia Gentilini e concluso in questi giorni. È stata risanata la struttura per le varie infiltrazioni che hanno deteriorato i muri perimetrali, e si è pensato ad una profonda ristrutturazione interna ed esterna. Dopo grandi sforzi e un lavoro di squadra dei vari enti coinvolti, l’edificio sacro è stato completamente rinnovato e restaurato. Un importante traguardo atteso da anni e necessario per preservare e valorizzare le tante peculiarità di questa umile ma significativa chiesetta. L’intervento è stato finanziato dalla Provincia autonoma di Trento con oltre 300.000 euro, dalla Cei attraverso l’8 per mille e da donazioni e contributi vari.

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