Eguale dignità ministeri diversi

Domenica 18 giugno 2023 – XI domenica – Anno A

Es 19,2-6; Rm 5,6-11; Mt 9,36—10,8

«In quel tempo, Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore». Mt 9,36

Le letture di questa domenica ci aiutano a riflettere sul fatto che tutto il popolo di Dio è un popolo di sacerdoti e di santi, che al tempo stesso dentro questo popolo alcuni sono chiamati ad una missione particolare, che le diverse chiamate sono in relazione tra loro e nascono dall’unica Pasqua dell’unico Signore.

Già il popolo della Prima Alleanza era, per intero, un popolo sacerdotale: “Voi stessi avete visto ciò che io ho fatto all’Egitto e come ho sollevato voi su ali di aquile e vi ho fatti venire fino a me. Ora, se darete ascolto alla mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me una proprietà particolare tra tutti i popoli; mia, infatti, è tutta la terra! Voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa” (Es 19,4-6). È per iniziativa del Dio liberatore che tutto il popolo diventa un popolo di sacerdoti e una nazione santa, un popolo che può avvicinarsi a Dio, che è imparentato con Dio, che può intercedere presso Dio. Questo vale a maggior ragione per il popolo nato dalla Nuova Alleanza che Gesù Cristo ha inaugurato morendo per noi, consacrandoci e santificandoci per mezzo del suo sangue (seconda lettura).

L’uguale dignità di tutti i membri del popolo di Dio non significa però appiattimento su un’unica forma di vita, su un’unica vocazione, su un unico tipo di ministero e di missione, su un’unica via di santità. Dalla compassione di Gesù nasce la chiamata particolare dei dodici apostoli, che non sono chiamati di “serie A” rispetto ai quali il resto del popolo di Dio costituirebbe una categoria inferiore, sono invece chiamati a servizio del popolo di Dio. I dodici apostoli sono chiamati con dei compiti specifici: “predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Mt 10,7-8). I dodici apostoli sono chiamati quindi a partecipare alla missione di Gesù stesso, che nasce dalla sua compassione per l’umanità dispersa e sbandata, bisognosa di incontrare Dio come Padre, di essere liberata da ogni forma di male, e di venir introdotta in quella comunione di amore gratuito che costituisce la sostanza stessa di Dio.

Questa domenica ciascuno di noi è perciò invitato a riscoprire la dignità dell’essere parte del popolo di Dio, ma siamo anche chiamati ad apprezzare le diverse vocazioni presenti nella Chiesa, a pregare perché fioriscano e contribuiscano a far sì che tutta l’umanità diventi un regno di sacerdoti e una nazione santa.

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