Allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas c’è “La più grande tragedia dell’umanità”

Va in scena nello Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas di Trento “La più grande tragedia dell’umanità“, lo spettacolo proposto dalla compagnia Malmadur nelle giornate di martedì 19 e mercoledì 20 dicembre, sempre alle 18.

Lo spettacolo, prodotto dalla compagnia Malmadur con la regia e la drammaturgia di Jacopo Giacomoni, in collaborazione con Evoé!Teatro e interpretato da Gaia Baustista e dallo stesso Jacopo Giacomoni, è stato presentato la scorsa Stagione all’interno della Piattaforma per la Circuitazione dello spettacolo professionale in Trentino-Alto Adige, l’iniziativa congiunta di Teatro Stabile di Bolzano, Centro Servizi Culturali S. Chiara e Coordinamento Teatrale Trentino. Si tratta di un dispositivo performativo che permette al pubblico di eleggere la più grande tragedia dell’umanità. Uno spettacolo che, come spiega la compagnia, «spettacolarizza la spettacolarizzazione della sofferenza».

Si parte dalla perdita di un cellulare e si arriva a un amore tradito, a un parente malato, a un’epidemia, fino a un genocidio, a un paragone tra una strage vicina e una lontana, tra una recente e una passata, a una tragedia di cui è vittima anche un turista italiano. Debord dice che lo spettacolo «è il momento storico che ci contiene». Fuori dal teatro «lo spettacolo costituisce il modello presente della vita socialmente dominante». Il dispositivo ruota intorno a due temi: la spettacolarizzazione mediatica del dolore e la rappresentabilità del tragico. Come cambia la mia percezione del dolore a seconda dei mezzi espressivi usati per rappresentarlo? Quale tragedia rappresenta il muro contro cui far schiantare questo gioco perverso?

Malmadur nasce nel 2013 con lo spettacolo LEAR/Del conflitto generazionale, vincitore del Premio OFF 2013 del Teatro Stabile del Veneto. Malmadur in friulano, trentino e veneziano antico significa “acerbo, immaturo”, a sottolineare l’approccio di continua ricerca, risultato della contaminazione tra i diversi campi di formazione dei sette membri della compagnia. La compagnia crede in un teatro fondato su un lavoro lento, multidisciplinare e collettivo, che cerca il rapporto diretto col pubblico, l’ironia e al contempo la messa in crisi delle certezze dello spettatore. Nel suo percorso artistico la compagnia ha sviluppato drammaturgie fluide e indeterminate, imperniate sulla partecipazione reale del pubblico e sulla decostruzione del rapporto tra attore e testo. Il linguaggio della compagnia guarda al teatro contemporaneo europeo, costruendo dispositivi scenici non convenzionali per ripensare insieme il presente.

I biglietti, al costo di 3 euro, acquistabili su https://www.boxol.it/centrosantachiara/it, oppure presso la biglietteria del Teatro Sociale e dell’Auditorium S. Chiara di Trento. Per maggiori informazioni visitare il sito www.centrosantachiara.it oppure chiamare il numero verde 800013952.

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