Media: Ucsi Trentino-Alto Adige, rinnovato il direttivo

Trento, 25 gennaio – Il nuovo direttivo dell’Ucsi del Trentino-Alto Adige. Da sinistra: Diego Andreatta, Davide Dal Fabbro, Giustino Basso, Piergiorgio Franceschini, Walter Liber, Sandra Matuella e Silvia Piasentini.

L’assemblea regionale dell’UCSI (Unione Cattolica Stampa Italiana), riunita all’indomani della festività del patrono dei giornalisti San Francesco di Sales (24 gennaio), ha provveduto, fra gli altri adempimenti, a rinnovare i propri organi statutari essendo trascorsi i quattro anni di mandato previsti dal regolamento.

Il nuovo direttivo eletto risulta così composto: Silvia Piasentini, Sandra Matuella, Walter Liber, Diego Andreatta, Piergiorgio Franceschini, Giustino Basso, Davide Dal Fabbro e mons. Giulio Viviani consulente ecclesiastico. Il direttivo dovrà ora designare, al proprio interno, il nuovo presidente, il vicepresidente, il segretario e il tesoriere.

Nel corso del dibattito, seguito alla relazione del presidente uscente Giustino Basso – che dopo nove anni non potrà essere rieletto nell’incarico in quanto ha superato i due mandati consentiti, ma continuerà il suo impegno associativo nel direttivo eletto – particolare attenzione è stata posta al ruolo del giornalista oggi difronte alla violenta escalation di alcune forme di comunicazione diffuse dai social network. Stiamo assistendo – ha osservato Giacomo Santini- ad una involuzione negativa dell’uso dei media e ad una netta  divergenza di comportamenti  fra chi, come il giornalista, è chiamato a rispettare precise norme deontologiche e di rispetto etico e sociale  e chi impunemente può usare i social network per diffondere notizie e messaggi falsi che talvolta istigano all’odio e alla violenza. Un concetto ripreso anche da Alberto Folgheraiter che, nel portare il saluto dell’Ordine dei Giornalisti del Trentino-Alto Adige/Südtirol, si è detto preoccupato di questa deriva “incontinente” che sta dilagando nell’uso dei social media e il divario fra chi è costretto a camminare sul sentiero stretto delle norme ordinistiche e chi usa l’autostrada senza regole dei social media.

E’ quindi seguita la visita alla mostra “Orantis Imago”, ospitata nelle sale del Museo diocesano, e la Santa messa presieduta dall’arcivescovo Lauro Tisi. Nell’omelia monsignor Tisi ha ripreso il significato del termine conversione, “intesa nel Nuovo Testamento – ha argomentato – come il porsi nell’orizzonte di Gesù di Nazaret e avere una vision aperta, universale. Anche Paolo, ebreo adamantino e osservante della legge – ha aggiunto Tisi – passa ad essere colui che permette al cristianesimo di avere una dimensione universale e diventare buona notizia per tutti gli uomini”. “Ognuno di voi – ha detto l’Arcivescovo ai giornalisti – ha un proprio background e delle vision che non dovrebbero però mai impedire l’apertura alla novità. Comunicare è lasciarsi sorprendere dalla realtà e chi fa comunicazione dovrebbe lasciarsi cambiare dalla realtà, senza filtrare  tutto con il proprio vissuto. Se nel corso della vostra vita professionale avete cambiato idea, allora siete sani!”

“San Paolo – ha detto ancora don Lauro – non ha rinunciato alla conflittualità e alla dialettica, a cominciare dall’istituzione, che però ha sempre rispettato . Anche chi fa comunicazione è chiamato a pungolare e criticare l’istituzione, ma se non salviamo il valore dell’istituzione rischiamo di farci male. Perché avendo delegittimato tutte le istituzioni, non ci resta che la disperazione. Non siate distruttori dell’istituzione”.

Quanto all’Intelligenza artificiale, al centro del Messaggio di papa Francesco reso noto il 24 gennaio, don Lauro ha rilanciato il passaggio in cui il Papa critica il termine “intelligenza” affiancato alle macchine. “Le macchine – ha ribadito don Lauro riprendendo un concetto già espresso da lui nei mesi scorsi – non fanno altro che elaborare dati immessi da noi, ma non hanno elementi valoriali e quindi chiamarla intelligenza artificiale è improprio. Essa lavora solo sul passato e non è in grado di rielaboralo per immaginare futuro, com’è invece proprio solo dell’intelligenza umana.

Infine un richiamo a San Francesco di Sales e al suo esempio di una “comunicazione che non ferisca ma sia costruttiva e non vada a distruggere le persone. Mentre il mondo social in particolare colpisce le persone. Evitiamo – ha ammonito Tisi – di trasformare i fatti in volti personali, mettendo un nome contro l’altro e mistificando la realtà”.

Mons. Tisi ha anche rivolto parole di apprezzamento al mondo della comunicazione trentina e all’attività dell’UCSI, accanto ad un pensiero ai giornalisti che per svolgere il loro lavoro hanno perso la vita.

 

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