Trento capitale europea del volontariato. Le testimonianze di Pronto Pia, Penny Wirton e Intrecciante

Sono tre le realtà che sono state prescelte dall’organizzazione dell’evento di apertura del 2024 di Trento capitale europea del volontariato, per rappresentare le migliaia di associazioni e gruppi attive a Trento e in provincia. Tre testimonianze toccanti e significative, che dal palco della IlTquotidiano Arena hanno restituito ai 1200 presenti il senso del lavoro loro e di tutti i volontari impegnati quotidianamente in Trentino, e non solo, attraverso la loro vita e il loro impegno.

A parlare per prima è stata Anna Maria Minotto, di Pronto Pia, la rete di persone che da più di 15 anni è attiva nell’aiuto alle persone anziane, tenendo loro compagnia e affiancandoli negli impegni della loro quotidianità. “Non avrei mai pensato di trovarmi qui davanti a lei, signor presidente, e a tutta questa platea”, ha esordito Minotto. “Il nostro impegno è fare comunità. È creare benessere sociale: il bene comune è anche questo, ed è un concetto immateriale, come lo sono la vicinanza, l’amicizia, la presenza e la solidarietà. Esserci, per noi, vuol dire appartenere a una comunità che cura e si prende cura, significa provare ad essere felici insieme, in compagnia”.

Dopo di lei è stata la volta di Luca Bronzini, coordinatore della scuola di italiano per stranieri Penny Wirton di Trento, in rappresentanza delle tante realtà operanti nel settore dell’inclusione e dell’accoglienza. “Vediamo centinaia di persone migranti giungere a Trento dopo  viaggi lunghi e faticosi, troppe persone vivere in strada a Trento, e vediamo molte di queste persone venire a frequentare le lezioni di italiano per dotarsi di uno strumento di inclusione. Sentiamo una grande energia dall’incontro con questo mondo, ma percepiamo una profonda iniquità, nel vedere spegnersi le loro energie vitali dopo mesi trascorsi in strada, e sentiamo come umanamente insopportabile ostacolare le loro aspettative e i loro progetti di vita”. “Caro Presidente, noi ci siamo e siamo in tanti e auspichiamo anche attraverso queste celebrazioni un maggiore impegno da chi è istituzionalmente preposto all’accoglienza e all’inclusione”, ha concluso Bronzini tra gli applausi.

La terza testimonianza è stata quella di Serena Endrizzi, presidente di Intrecciante, realtà che attraverso lo sport, ed il calcio, lavora nell’ambito dell’inclusione e delle relazioni. “La mia storia di volontariato inizia nel 2018 quando abbiamo fondato un’associazione sportiva dilettantistica chiamata Intrecciante, una storia di sport e inclusione, di rispetto e dialogo interculturale in cui il calcio è uno strumento per tessere relazioni, reti di supporto e amicizia, crescere all’insegna dello sport di comunità e del fare squadra”. “La mia esperienza di volontariato mi ha insegnato un modo di vivere e guardare lo sport dal punto di vista del suo potenziale relazionale“, ha concluso Endrizzi: “Intrecciante mi ha regalato sei anni di presidenza che sono e resteranno una delle più grandi sfide vinte della mia vita”.

 

 

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