Agenzia della Famiglia: perché cambia casa?

Il Palazzo della Provincia Autonoma di Trento. Foto: Romano Magrone – ufficio stampa Pat

Siamo abituati a chiamarla Agenzia della Famiglia – con il suo nome di battesimo alla nascita nel 2011 – anche se dal 2016 si chiama Agenzia per la Coesione Sociale, ma continua nel suo ruolo di regia provinciale delle politiche famigliari in Trentino. È stata “studiata” in tutt’Italia da tante regioni che hanno voluto importare le idee ispiratrici e i progetti nei loro Comuni (più di 200).

Dal 9 febbraio per la “vecchia” Agenzia della Famiglia si apre però una stagione nuova: non cambia solo dirigente, ma anche casa. E in tanti ci stiamo chiedendo quale sarà il suo futuro.

Andiamo con ordine, risalendo ai primi di dicembre 2023. È la settimana del Festival della Famiglia – una rassegna di respiro nazionale, che in dodici edizioni ha portato a Trento teorie ed esperienze del welfare familiare – quando in Giunta provinciale avviene il travagliato “rimpasto” dopo l’intesa fra Lega e Fratelli d’Italia. La vicepresidente Francesca Gerosa subentra il 6 dicembre ad Achille Spinelli (l’assessore allo sviluppo economico che stava per assumere la guida politica dell’Agenzia, tanto da aver inaugurato il Festival) e ottiene, fra le altre, anche le competenze sulle politiche familiari e la natalità.

Il passaggio successivo – avvenuto sotto silenzio per l’opinione pubblica, ma criticato martedì 20 febbraio in Commissione provinciale dalle consigliere Maria Chiara Franzoia e Francesca Parolari – sta nella decisione di Gerosa di incardinare all’interno del “proprio” Dipartimento per l’Istruzione e la Cultura la struttura dell’Agenzia, facendola uscire per la prima volta dal controllo della Direzione Generale (dove nel frattempo è cambiato anche il responsabile, c’è Raffaele De Col al posto di Paolo Nicoletti). Insomma, l’Agenzia con la delibera datata 9 febbraio cambia tetto, ma all’interno dei palazzi della Provincia – in primo luogo fra dipendenti e collaboratori dell’Agenzia – s’avanzano non poche perplessità: non si capisce perché le realtà così trasversali di famiglia e coesione sociale debbano essere accorpate ed inglobate nell’ambito istruzione. A che pro? In questi anni, infatti, la grande novità del welfare familiare trentino – sancito dalla fondamentale legge quadro del 2011 – si è rivelata proprio la sua dimensione trasversale, che “costringe” tutti gli assessorati e i dipartimenti ad avere una valutazione d’impatto familiare, che è poi sempre anche sociale. Stare sotto la Direzione Generale è quindi posizione privilegiata che consente all’Agenzia di coordinare le scelte di settore, potendo godere anche di una certa autonomia finanziaria e decisionale.

In questi giorni si pongono queste domande – e Vita Trentina le rilancia facendole proprie – i tanti soggetti che sul territorio hanno condiviso e investito in quest’idea di territorio amico della famiglia: dalle associazioni per la promozione e il sostegno familiare agli enti pubblici o i partner privati che hanno scommesso sui protocolli, sul marchio Family, sul sistema Family Audit per la conciliazione famiglia-lavoro e tante misure che hanno “fatto scuola e norma a livello nazionale”, come ha scritto il settimanale Famiglia Cristiana, il più autorevole in materia, definendo l’Agenzia e la sua filosofia “una scommessa vincente”. I referenti territoriali dei Distretti famiglia non ricevono da Trento solo indicazioni, ma anche monitoraggio, incoraggiamento, visione.

Anche i progetti più innovativi avviati nella periferia trentina – da noi raccontati in questi anni su Vita Trentina – come il coliving e il cohousing hanno goduto della visione complessiva favorita da un’Agenzia felicemente “trasversale”.

E adesso? La riconoscenza dei territori e delle associazioni per il dirigente-pioniere Luciano Malfer (“distaccato” presso la Fondazione Bruno Kessler per seguire progetti di punta sul benessere familiare a livello nazionale) che con lo staff dei suoi qualificati collaboratori ha fatto crescere il cantiere dell’Agenzia della Famiglia si traduce quindi nella speranza che esso rimanga attivo e vivace.

Sarà compito della nuova dirigente, Miriana Detti, una manager valdostana con una specializzazione in ambito turistico, che due anni fa è stata chiamata a dirigere ITEA, l’Istituto per l’edilizia residenziale pubblica, durante la presidenza della stessa Gerosa. Ora che cambia casa (e dirigenza), cambierà anche l’indirizzo dell’Agenzia per la Coesione Sociale? Sarebbe deleterio indebolire una struttura a rete che merita invece di essere ulteriormente consolidata come esempio concreto di sussidiarietà.

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