Anche il Garante dei diritti dei detenuti del Trentino Pavarin aderisce alla mobilitazione per il sovraffollamento nelle carceri

La Casa Circondariale di Spini di Gardolo

Il Garante dei diritti dei detenuti della Provincia di Trento Giovanni Maria Pavarin ha aderito alla proposta della Conferenza Nazionale dei Garanti territoriali delle persone private della libertà, che ha indetto per mercoledì 30 luglio una giornata di mobilitazione volta a far approvare provvedimenti che riducano il sovraffollamento nelle carceri italiane. Quel giorno, deputati, senatori, europarlamentari e consiglieri regionali sono invitati ad entrare insieme ai garanti negli istituti penitenziari per adulti e per minori.

La manifestazione è stata indetta “per sensibilizzare l’opinione pubblica e sollecitare la politica”, ad un mese esatto dall’appello del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che il 30 giugno scorso, rivolgendosi al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap), ha sottolineato la necessità del rispetto dei diritti dei detenuti, aggiungendo che le carceri “non devono essere una fabbrica di criminalità”.

Il titolo dell’appello diffuso dalla Conferenza nazionale dei Garanti è “Non c’è più tempo! Bisogna fermare la strage di vite e di diritti nelle carceri italiane”. Nel documento, viene sottolineato che “un criminale recuperato nella società è una garanzia di sicurezza per tutti e, soprattutto, un obiettivo costituzionale”, e che, riprendendo ancora le parole del capo dello Stato, “il sovraffollamento e i suicidi sono ‘un’emergenza sociale sulla quale occorre interrogarsi per porvi fine immediatamente’”. Nel suo discorso, Mattarella aveva aggiunto che “le carceri sono sovraffollate anche per l’insufficiente ricorso all’applicazione di pene alternative e per l’eccessivo utilizzo della carcerazione preventiva”. Un ragionamento – sottolineano i garanti – che riguarda ormai anche gli Istituti penali minorili (Ipm), in cui si registrano dati allarmanti: dal maggio 2023 al giugno 2025, dopo il cosiddetto decreto Caivano, i detenuti sono raddoppiati da 385 a 586.

I garanti chiedono di pensare a provvedimenti deflattivi a lungo termine, ma anche ad azioni più rapide. “La proposta Giacchetti inerente alla liberazione anticipata sociale appare, per molti versi, in linea con le attuali emergenze seppur di contenuto deflattivo”, sottolineano. “Tuttavia, una riduzione semestrale di 75 giorni, in luogo dei 60 contemplati nella proposta, da concedere in tempistiche prioritarie, già sortirebbe l’effetto di ridurre sensibilmente le criticità in argomento”.

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