È difficile oggi capire che cosa significhi “salvezza”, soprattutto in ambito teologico-religioso. Quanto ai “salvatori”, poi, più che a invocarli tendiamo piuttosto
a diffidarne. Tutti però sappiamo bene che cosa significhi “salute”. Della propria “salute” ci si preoccupa molto, anche ossessivamente, e i salvatori-terapeuti
sono quanto mai ricercati, perfino idolatrati.
La lingua latina usava la stessa parola, salus, per indicare “salvezza”, “salute” e “saluto”: non sarà che solo ritrovando il saluto – e quindi l’incontro – ci si potrà accostare alla salute/salvezza?
Lucia Rodler, docente all’Università di Trento, e Pietro Antonio Viola, religioso dehoniano, esperto di teologia e storia dell’arte – docenti entrambi all’ISSR “Guardini” di Trento – delineano in questo libro un percorso di riflessione originale sulla “salvezza”, a partire dalla ripresa – nella letteratura e nell’arte contemporanee – di alcune potenti narrazioni e immagini, capaci di ridare attualità al bisogno di salvezza espresso dalle grandi tradizioni religiose.