Si è concluso venerdì 28 novembre alla Campana dei Caduti di Rovereto il progetto “Una Rondine vola sul Trentino: giovani, cooperazione e impatto sociale per le comunità trentine”, che si propone di rafforzare le competenze relazionali dei giovani, promuovere una cultura della cooperazione e della responsabilità sociale e offrire strumenti concreti per leggere i conflitti – personali, scolastici, sociali – come possibilità di cambiamento.
Promosso da Rondine Cittadella della Pace con il sostegno del Fondo delle Casse Rurali Trentine e le Sezioni Rondine del Liceo scientifico “Leonardo da Vinci” e del Liceo linguistico “S. M. Scholl”, il percorso è iniziato il 5 maggio, con l’evento “Una Rondine vola sul Trentino”, e nel corso di questi mesi ha messo in dialogo giovani, scuole e mondo cooperativo. Le attività si sono sviluppate su più piani. Nelle scuole sono stati proposti incontri formativi, testimonianze e laboratori esperienziali sulla trasformazione creativa del conflitto, rivolti a studenti, docenti e tutor delle Sezioni Rondine; percorso che si è concluso con il workshop del 27 novembre “L’oggetto-specchio: ciò che conservo, ciò che divento”.
Parallelamente, grazie alla collaborazione con il Fondo Comune delle Casse Rurali Trentine e con la Federazione Trentina della Cooperazione, sono stati attivati percorsi di formazione per il personale – in particolare giovani e operatori del sistema cooperativo e dipendenti delle Casse Rurali – per lavorare su una leadership capace di gestire i conflitti anche nei contesti professionali: formazione al Metodo Rondine garantita da Rondine Academy. Tutto questo è stato accompagnato da un lavoro di monitoraggio e valutazione d’impatto, per leggere in modo rigoroso gli effetti educativi e sociali delle attività svolte e per immaginarne la replicabilità in altri territori.
Durante l’evento finale, quindi, i partecipanti hanno potuto visitare la zona monumentale, entrando in contatto con la storia della Campana e con il suo messaggio di pace nato dal lutto della guerra. I ragazzi e le ragazze della World House hanno potuto così condividere frammenti delle loro storie, mostrando cosa significhi vivere ogni giorno con “nemici d’origine” e trasformare diffidenze e pregiudizi in relazioni di fiducia. Gli alunni del Quarto Anno Rondine hanno raccontato l’impatto di un anno trascorso nel borgo toscano sulla propria vita personale, scolastica e civica. Studenti, studentesse, docenti e tutor delle Sezioni Rondine dei licei trentini hanno mostrato come, nel corso dei mesi, il Metodo Rondine sia entrato nella quotidianità delle classi, incidendo sul clima relazionale, sulla gestione dei conflitti e sul modo di stare insieme. Interventi toccanti anche quelli delle dirigenti dei due istituti scolastici coinvolti, Viviana Sbardella per il Da Vinci e Chiara Motter per il Scholl.
«C’è una lunga storia che lega Rondine al nostro territorio: qui il nostro Metodo ha trovato negli anni terreno fertile grazie a una sensibilità profonda verso la pace, l’educazione e la cooperazione. Questo progetto rinnova e rafforza un legame costruito nel tempo, dimostrando come scuole, istituzioni e mondo cooperativo possano condividere una visione comune per accompagnare i giovani nella trasformazione creativa dei conflitti – ha dichiarato Dino Leonesi, consigliere d’amministrazione di Rondine Cittadella della Pace –. Concludere il percorso alla Campana dei Caduti, simbolo di memoria e dialogo, ci ricorda che il lavoro iniziato non si esaurisce oggi. Continueremo a camminare insieme per costruire comunità più consapevoli e generare nuovo impatto sociale».
«Come Fondo Comune – ha sottolineato il presidente Silvio Mucchi, accompagnato dai colleghi presidenti di Casse Rurali Claudio Valorz e Maurizio Maffei – abbiamo scelto convintamente di sostenere questo progetto perché educare alla gestione del conflitto significa investire sul capitale umano delle nostre comunità. Rondine ci mostra che la pace non è un’idea astratta, ma una competenza che si costruisce: ascolto, responsabilità, reciprocità. È questo il modo migliore per rafforzare le relazioni dentro le nostre Casse Rurali e, più in generale, per dare ai giovani strumenti reali per diventare cittadini capaci di generare fiducia nei territori».
«È con grande piacere che oggi rinnoviamo e rilanciamo la relazione tra la Fondazione Campana dei Caduti e Rondine Cittadella della Pace, due realtà che condividono una stessa visione: costruire un futuro fondato sul dialogo, sulla responsabilità personale e sulla cultura della pace – ha aggiunto il Vicereggente della Fondazione Campana dei Caduti, Lorenzo Saiani –. In questo anno di centenario della Campana, non celebriamo un punto di arrivo, ma un nuovo punto di partenza. Maria Dolens nasce nel 1925 come invito alla Pace universale; oggi, cento anni dopo, quel messaggio si rinnova attraverso nuove alleanze, nuovi linguaggi e nuovi protagonisti: i giovani».