Si è svolta a Roma venerdì, 5 dicembre, a Palazzo Montecitorio, la cerimonia che ha assegnato al MUSE – Museo delle Scienze di Trento il Premio per l’eccellenza nella divulgazione scientifica e per la capacità di innovare modelli educativi e culturali.
A ritirarlo è stato il direttore Massimo Bernardi, in rappresentanza del museo, compreso in una rosa ristretta di tre vincitori nell’ambito dell’XI edizione del Premio 100 Eccellenze Italiane, un appuntamento che ogni anno celebra le realtà che contribuiscono in modo significativo alla crescita e al prestigio del nostro Paese.
“Dopo aver accolto con piacere l’inserimento del MUSE nelle Cento Storie Italiane di successo dell’anno – ha affermato il direttore Massimo Bernardi – il Premio d’Eccellenza 2025 assegnatoci rappresenta un riconoscimento non scontato per un museo scientifico. Essere celebrati in un paese che, per ovvie ragioni, ha da sempre posto l’accento sul proprio patrimonio storico e artistico più che sulla propria capacità di fare e raccontare la scienza, testimonia una nuova attenzione della quale siamo particolarmente orgogliosi. L’accresciuta rilevanza sociale della scienza e l’urgenza di un nuovo rapporto con il resto della natura fanno, dei musei come il nostro, nuovi nodi di conoscenza, incontro e confronto. Credo fermamente che possano rappresentare utili strumenti non solo per una cittadinanza più partecipe e consapevole, ma anche per amministratrici e amministratori pubblici, il comparto imprenditoriale e il terzo settore che operano, direttamente o indirettamente, nel costante dialogo tra scienza e società”.
La cerimonia si è svolta a Roma nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio alla presenza di rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, dell’impresa e della cultura ed è stata aperta dall’On. Giorgio Mulè, Vicepresidente della Camera dei Deputati. Sono intervenuti Verdiana Dell’Anna, Presidente dell’Associazione LIBER, e Carlo Deodato, Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e Presidente del Comitato d’Onore, insieme all’editore Riccardo Dell’Anna, ideatore del progetto.