Dopo 94 anni, torna nelle case dei soci l’annuario della Sat. Il curatore della nuova edizione, insieme a Rodolfo Taiani e a Bruno Zanon, è Leonardo Bizzaro: “L’Annuario è stato per decenni una finestra sulla montagna trentina e sulle sue tensioni culturali. Riprenderne il filo oggi significa riconoscere che abbiamo ancora bisogno di un luogo dove il pensiero possa rallentare, approfondire, raccontare. Per questo primo numero abbiamo voluto radunare firme diverse, competenze molteplici e sguardi non solo locali, affinché diventi un punto di riferimento per chiunque cerchi una lettura ampia, critica e appassionata del mondo della montagna”.
“Con il ritorno dell’Annuario – afferma il presidente della Sat Cristian Ferrari – la Sat recupera un pezzo importante della propria storia editoriale e restituisce alla comunità della montagna uno strumento di riflessione, conoscenza e dialogo. Questa pubblicazione non vuole essere solo un contenitore di attività, ma un luogo in cui la nostra identità possa esprimersi con profondità, mettendo in relazione passato, presente e futuro”.
Questo strumento editoriale ha accompagnato le vicende della Sat dal 1874, due anni dopo la fondazione, fino al 1931: ha raccontato la storia della montagna, i suoi problemi e le sue trasformazioni, le imprese alpinistiche e i dibattiti culturali dell’epoca. Tra i collaboratori comparivano figure di primo piano come l’abate Antonio Stoppani e Giovanni Canestrini, primo traduttore italiano di Darwin. Il valore e la vivacità del progetto furono tali che, nel 1876, un numero venne persino sequestrato dal governo austriaco.