Dopo cento Natali, la stessa Notizia

Un piccolo grande regalo per i nostri lettori: sulla testata appare una panciuta cifra a due zeri. Entriamo nel 100° anno di pubblicazione e i nostri grafici, non senza emozione, hanno creato il logo che ci accompagnerà per i prossimi 12 mesi.

Lo hanno elaborato per slanciare l’innovazione che ogni ri-nascita deve ispirare ma anche la rotonda solidità di un’avventura giornalistica che adesso si può ben definire “secolare”.

Fin da questo Natale chiediamo a voi lettori di contribuire con testimonianze e messaggi a tener viva sulle nostre pagine questa dinamica tra attesa e futuro, fra inizio e compimento. A ben guardare, essa è tipica della liturgia natalizia. Rileggendo le prime pagine delle 99 annate si avverte come il nostro settimanale sia legato alla “coincidenza” con il Natale ancora prima di vedere la luce, il 23 dicembre 1926.

Infatti, alla nascita di un giornale che potesse supportare nella fede il popolo trentino probabilmente si cominciò a pensare già nel dicembre dell’anno prima, cento anni fa, quando le norme fasciste cominciarono a imbavagliare la stampa libera. Nel novembre 1926 le squadracce invasero e misero a tacere la redazione de “Il Nuovo Trentino” di Alcide De Gasperi, ma solo due mesi dopo la nostra Chiesa lanciò la nuova testata “Vita Trentina”, dichiarandone gli intenti di servizio ecclesiale ma anche civico. “Nella cara e serena poesia delle Feste Natalizie”, recitava l’attacco beneaugurante del primo editoriale, ma soltanto pochi giorni dopo il giornale venne sequestrato e poi liquidato come “giornalucolo” dal potere fascista. Con l’appoggio convinto del vescovo Endrici, Vita Trentina difenderà con coraggio la propria libertà anche se il direttore mons. Giulio Delugan dovrà subire dai fascisti una temporanea “defenestrazione”. Gli altri Natali – compresi quelli della Seconda guerra in cui non si stampò per mancanza di carta – confermano che in queste settimane si registrano drammi e speranze: la persecuzione cristiana da parte del governo cinese nel 1956, l’inverno dei terremotati del Friuli nel 1976, il primo trapianto cardiaco trentino nel 1987. Ripercorrendo le vicende di un secolo – e lo faremo nel 2026 con rubriche ad hoc – vediamo che tutte le copertine di Natale si assomigliano, sono un fiducioso invito alla speranza. Restano infatti saldamente incardinati nel mistero dell’Incarnazione che è la principale buona Notizia richiesta ad un “giornale diocesano d’informazione”.

Le sorelle Clarisse di Borgo Valsugana nella loro lettera natalizia, al termine dell’Anno Santo, descrivono così “la fiamma della speranza che ci è stata data, che ha già attraversato la morte e l’ha vinta. Natale, infatti, trova compimento a Pasqua. In quel Bambino di Betlemme vediamo e adoriamo già il Signore Crocifisso e Risorto! È lui che ha acceso in noi la fiamma della speranza e la fa ardere come vita nuova”.

In questa gioia l’augurio a voi e alle vostre famiglie!

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