Crescita economica, per i sindacati “pericolosa stagnazione in Trentino”

Dopo la pubblicazione dei dati Istat sulla crescita economica in Trentino, che indicano nel 2023 una crescita del Pil provinciale soltanto dello 0,4%, con stime per il 2024 ferme allo 0,5%, dopo che nello scorso biennio il pil pro capite è salito solo di un 0,2%, i segretari generali di Cgil Cisl Uil del Trentino, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Largher esprimono la loro preoccupazione.

“I dati Istat sulla crescita economica in Trentino non ci sorprendono. Dimostrano che siamo sostanzialmente in una fase di stagnazione. Se ad essi si aggiunge che nell’anno in corso la Giunta provinciale prevede una crescita non superiore allo 0,5%, la tendenza risulta preoccupante e pericolosa“, affermano i sindacalisti: “Ecco perché oggi bisogna abbandonare ogni facile entusiasmo e ammettere che politiche fondate solo su opere pubbliche e turismo non possono garantire al Trentino un livello di sviluppo in grado di sostenere la crescita di posti di lavoro qualificati, l’aumento del potere d’acquisto dei salari, la competitività del sistema economico locale e con essi contribuire alla sostenibilità delle finanze pubbliche provinciali e quindi del welfare locale”.

Per Grosselli, Bezzi e Largher “oggi più che mai serve un cambio di rotta delle politiche provinciali che abbandonino strumenti di aiuto a pioggia e imbocchino la strada di interventi sempre più selettivi a sostegno del sistema economico. Serve quindi ripartire dagli investimenti pubblici e privati in innovazione per rigenerare il settore industriale e rilanciare i servizi avanzati in modo da rendere sempre più attrattivo il Trentino per lavoratori ed imprese visto che in questi ambiti i livelli di produttività e valore aggiunto sono più alti e con essi anche le dinamiche retributive. Abbiamo condiviso l’annuncio da parte della Giunta Fugatti della volontà di concertare un piano provinciale per l’industria. Ora però serve accelerare il varo di una serie di interventi a favore di manifatturiero evoluto e terziario avanzato senza i quali il Trentino arranca”.

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