Autovelox di Isera, nel 2024 oltre 346 mila euro di proventi da sanzioni. L’associazione Altvelox chiede verifiche

Si calcolano in oltre 346 mila euro, con 272 mila euro legati alle violazioni di velocità. i proventi da sanzioni dell’Autovelox sulla S.P. 90 “destra Adige” in località Mossano a Isera. Una cifra importante, per cui l’associazione Altvelox, Associazione Nazionale Tutela Utenti della Strada, ha depositato una denuncia relativa alla gestione dei controlli di velocità. L’atto è stato trasmesso alle Autorità competenti, incluse Procura della Repubblica e Corte dei conti, per gli accertamenti di rito.

“Il punto non è fare guerra ai controlli. Il punto è pretendere che siano regolari, verificabili, documentati“, spiega l’associazione. Secondo quanto rappresentato nell’atto, l’autorizzazione del tratto ai sensi dell’art. 4 D.L. 121/2002 consente la contestazione differita, ma non dimostra la regolarità tecnica e giuridica del dispositivo di misurazione, né sostituisce i requisiti necessari perché la misurazione diventi prova legale. Altvelox chiede quindi che venga acquisita e verificata tutta la filiera documentale, titolo abilitativo del dispositivo (con chiarezza tra omologazione e mera approvazione), verifiche periodiche, collaudi, tracciabilità dei log e dei report, corrette modalità di installazione e impiego nel tratto e nel senso di marcia autorizzati.

“Sul piano amministrativo e contabile, la denuncia evidenzia criticità nella rendicontazione dei proventi da sanzioni. In particolare, per il 2024 il Comune dichiara proventi complessivi da Codice della Strada pari a 346.505,77 euro, con 272.435,31 euro riferiti alle violazioni dei limiti di velocità ex art. 142. Nel documento vengono segnalate  incongruenze tra le sezioni relative a destinazione, utilizzo e riparti, oltre a voci di spesa inserite in modo non chiaro rispetto ai vincoli di legge. Per gli anni 2022 e 2023, invece, vengono richiamati casi in cui i proventi art. 142 risultano dichiarati, ma senza indicazione di utilizzo nella parte che rende verificabile il rispetto del vincolo. Questo non è un dettaglio contabile, è il cuore della trasparenza”, spiega in una nota Altvelox, che chiede l’acquisizione di determine di affidamento, capitolati, certificazioni, eventuali collaudi, manuali, matricole, atti ministeriali, registri di verificazione e taratura, verbali tipo, oltre a mandati, reversali, capitoli di bilancio e prove dei riversamenti all’ente proprietario della strada. “Se i documenti ci sono, si chiude la discussione. Se mancano, il problema non è “politico”, è giuridico”, ha detto il Presidente di Altvelox, Gianantonio Sottile Cervini: “Quando un ente costruisce entrate importanti su un autovelox, deve accettare anche il controllo pieno, sui titoli dello strumento e sui conti. Sicurezza stradale non può diventare un alibi per incassare e poi spiegare tutto a parole. Noi diciamo controlli sì, ma regolari e rispettosi delle norme, con prova verificabile e rendicontazioni tracciabili, altrimenti il cittadino paga e basta, e questo non è accettabile in uno Stato di diritto”.

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