La Consulta provinciale per la Salute sulla crisi della sanità trentina: “I reiterati disservizi precludono il diritto di accesso alle cure”

Anche la Consulta provinciale per la Salute ha commentato, con una nota, la situazione di crisi dei vertici della sanità trentina dopo le recenti difficoltà. “I reiterati disservizi informatici che bloccano prelievi, prenotazioni o accessi in pronto soccorso, in una sanità che è sempre più digitalizzata, precludono il diritto di accesso alle cure, con ripercussioni gravi sui pazienti cronici, anziani e fragili, e incidono sulla fiducia nel sistema pubblico e nella capacità della governance sanitaria trentina di tradurre in modo sicuro, inclusivo e sistemico, queste riforme in concrete opportunità di cura”, denuncia la nota inviata da Elisa Viliotti, presidente della Consulta.

“Il 2026, anno strategico per la sanità trentina, concentra, nello stesso orizzonte temporale, la chiusura e attuazione del PNRR Salute, l’implementazione della riforma dell’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata, il cambio di paradigma che ridisegna ospedali, territorio e standard di cura, e le scelte di programmazione che condizioneranno l’accesso alle cure per il prossimo decennio. Dal riordino della medicina territoriale alla riforma della non autosufficienza e assistenza domiciliare integrata, dalle novità del piano nazionale per la salute mentale alla riforma della disabilità che vede il Trentino zona di applicazione sperimentale, dai nuovi progetti di sanità digitale all’ammodernamento del parco tecnologico e ospedaliero, i cospicui investimenti europei devono trasformarsi in servizi per pazienti, anziani e fragili, o il rischio è che le criticità che caratterizzano il nostro servizio sanitario, dalle liste di attesa all’accesso alla medicina di urgenza emergenza,
diventino strutturali”, spiega il comunicato: “Come associazioni dei pazienti non chiediamo solo se debbano dimettersi un direttore generale o un assessore: chiediamo se vi è la capacità dei vertici della sanità trentina di andare oltre la narrazione e di garantire, ora e per le generazioni future, un sistema sanitario e sociosanitario pubblico, innovativo e prossimo alle persone e ai loro bisogni di salute“.

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