Torna il progetto “Visioni d’Europa” con una doppia sfida rivolta ai giovani tra i 18 e i 25 anni. La prima è guardare al passato non con la nostalgia e l’illusione di un tempo migliore che non potrà più tornare, ma con la caparbietà di chi vuole trovare nuove prospettive e idee per vivere il presente con più fiducia.
Il Manifesto scritto sull’isola di Ventotene nel 1941 da un gruppo di prigionieri del fascismo fu un atto di coraggio contro la violenza della dittatura, di creatività per trovare soluzioni a problemi insormontabili, di responsabilità verso una comunità che viveva nella guerra. Da quel testo si può ripartire per provare a capire quali idee conservare per il futuro. La seconda sfida è ribaltare una narrazione che vede le nuove generazioni disattente, apatiche, individualiste e scoprire, invece, quante energie nascoste aspettano solo di essere impiegate nella società e nella cittadinanza attiva.
Il compito di rispondere a questi stimoli sarà in mano ai 25 ragazzi e ragazze protagonisti di “Visioni d’Europa”, il progetto di educazione alla cittadinanza europea voluto dall’Ufficio politiche giovanili del Comune di Trento e dalla Fondazione Trentina Alcide De Gasperi.
Giunto alla sua sesta edizione, il progetto conferma la formula dell’anno scorso: dopo due momenti inziali di conoscenza reciproca e di preparazione storica prima della partenza, al centro di tutto ci sarà il viaggio a Marzabotto e Ventotene, due luoghi simbolo del Novecento, dal 9 al 12 aprile. A Marzabotto, dove nel 1944 è avvenuto uno dei peggiori eccidi nazifascisti della storia italiana, i partecipanti potranno capire come ha reagito la società civile davanti a questo orrore e i valori che muovevano la Resistenza, per un popolo che è riuscito a dire “mai più” davanti alle peggiori conseguenze del nazionalismo.
Il gruppo si ritirerà poi per alcuni giorni a Ventotene, l’isola a largo di Formia, nel basso Lazio, che fu luogo di confino politico, accogliendo molti intellettuali e militanti antifascisti, tra cui Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni, che lì scrissero il Manifesto che ha posto le basi dell’idea moderna di Europa unita. Tra escursioni, laboratori, confronti con esperti, i partecipanti potranno rivivere lo spirito dei Padri fondatori e delle Madri fondatrici, per tornare alla fonte e al contempo ragionare insieme sul futuro dell’Unione europea.
Infine, al ritorno, si cercherà “l’Europa a casa propria”: nel passato, attraverso una passeggiata a Trento alla ricerca delle “tracce europee” disseminate tra piazze e vie, e nel futuro, attraverso un forum di confronto con l’amministrazione comunale per capire come i valori europei possono ispirare anche le politiche locali e per proporre una serie di idee da attuare, con l’obiettivo di avere un impatto concreto nella vita quotidiana.
In un momento di crisi dell’UE, è importante guardare alle scelte di Bruxelles. Ma altrettanto importante è vivere quest’Europa di periferia, dove l’idea di unire diversi popoli da sogno è diventata realtà, per interrogarsi sui valori che ci rendono, come diceva De Gasperi, “uniti nella diversità”.
Il programma completo e le modalità di iscrizione sono su www.degasperitn.it