“I conti sono presto fatti. Le persone in lista di attesa per un posto in dormitorio sono circa 150, di cui un centinaio richiedenti protezione internazionale. Se questi cento fossero inseriti in progetti d’accoglienza, come era prima dell’era Fugatti che ha ridotto i posti da 1500 diffusi sui territori a 730 concentrati in città, non sarebbero sotto i ponti. Se allo stesso tempo i richiedenti protezione internazionale accolti nei sessanta posti a loro dedicati dal Comune di Trento con risorse proprie, potessero anch’essi accedere ai posti di accoglienza (che ricordiamo sono pagati dallo Stato!), si libererebbero proprio quella sessantina di posti che servono per non lasciare all’addiaccio nessuna persona senza dimora”. Lo dichiarano i consiglieri provinciali del Partito Democratico del Trentino Alessio Manica e Paolo Zanella.
“La questione che ha originato l’aumento consistente di persone che dormono in ripari di fortuna è quindi sempre la stessa: la decisione del presidente Fugatti di tagliare i posti di accoglienza, decisione che sappiamo verrà inasprita con l’apertura del CPR, quando i posti verranno ulteriormente dimezzati”, hanno aggiunto Manica e Zanella.