L’arcivescovo Tisi incontra giornalisti e comunicatori in cattedrale a Trento

Foto Gianni Zotta

L’arcivescovo di Trento, monsignor Lauro Tisi, ha presieduto nella mattinata di oggi, mercoledì 28 gennaio, in cattedrale a Trento una S. Messa dedicata ai giornalisti e ai comunicatori trentini, in occasione della memoria di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, celebrata lo scorso 24 gennaio.

L’incontro è stato promosso dal Servizio Comunicazione della Diocesi di Trento e dalla sezione regionale dell’UCSI – Unione Cattolica Stampa Italiana, ed è stato vissuto sullo sfondo del Messaggio di papa Leone XIV per la 60ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, diffuso in occasione del patrono e intitolato “Custodire volti e voci umani”.

Nell’omelia, monsignor Tisi ha proposto una lettura profonda del tempo presente, richiamandosi al pensiero di Martin Buber: “Viviamo un’epoca in cui non abbiamo una casa, ma una tenda e dei picchetti”. Un’immagine applicata anche al mondo della comunicazione, attraversato da cambiamenti rapidissimi che rischiano però di tradursi in una narrazione “blindata, semplificata, ideologicamente filtrata”. Monsignor Tisi ha denunciato con franchezza una comunicazione fatta di “punti esclamativi che non generano domande”, incapace di leggere il reale, e una narrazione bellica che ha finito per sdoganare la guerra e una gerarchia di vite, dove “alcune persone valgono più di altre”.

Nel corso della Messa, concelebrata da don Giulio Viviani, assistente spirituale Ucsi nonché parroco di Mezzocorona (“vi invito ad andare a leggere il suo esemplare notiziario parrocchiale”, ha detto don Lauro), è stato ricordato anche il sacrificio dei numerosi giornalisti morti nel corso dell’ultimo anno sui fronti di guerra e nelle aree più difficili del mondo: “Martiri della comunicazione che non si sono rassegnati alla narrazione dominante e hanno pagato con la vita il tentativo di raccontare la vita”, ha sottolineato monsignor Tisi. Nel saluto finale, l’Arcivescovo ha infine lanciato un appello a difendere il valore della professionalità nel mondo della comunicazione: “Non basta uno smartphone per essere fotografi o giornalisti: la competenza, lo sguardo e la responsabilità di un professionista sono tutt’altra cosa e troppo spesso non vengono riconosciuti”.

Il racconto completo dell’incontro è sul sito web della Diocesi di Trento.

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