La sicurezza delle infrastrutture digitali del Trentino non può più essere considerata un tema secondario. A lanciare l’allarme sono in primis l’Ordine degli Ingegneri e l’Ordine dei Periti Industriali della Provincia di Trento, supportati dagli altri Ordini Architetti, Agronomi e Forestali, Geologi, Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle professioni sanitarie tecnico riabilitative e della prevenzione, dal Collegio dei Geometri, dei Periti Agrari.
«Oggi le infrastrutture hardware e software hanno un’importanza paragonabile a quella di ponti, strade, gallerie ed edifici», sottolinea la Presidente Silvia Di Rosa. «Incidono direttamente sulla sicurezza, sulla continuità dei servizi e sulla vita dei cittadini. La pubblica incolumità non è minacciata solo dal crollo di un ponte, ma anche dalla vulnerabilità del digitale a possibili attacchi cyber».
Aggiunge Gabriele Cassietti, Presidente dei Periti Industriali: «I disservizi informatici generano costi elevatissimi tra perdite di ricavi, danni reputazionali, costi di ripristino e sanzioni. Danni che potrebbero essere evitati con una corretta progettazione, validazione e successiva manutenzione di un sistema digitale, supportata adeguatamente solo da una piccola parte delle risorse spese per i disservizi».
Negli ultimi anni – e con frequenza crescente – il territorio trentino ha registrato interruzioni di servizi essenziali, disservizi sanitari, furti di dati e attacchi informatici, con impatti rilevanti sulla vita dei cittadini e sull’operatività delle amministrazioni.
Tra gli episodi più recenti figurano: l’interruzione dei sistemi di prenotazione e la sospensione dell’attività dei punti prelievo dell’ASUIT (gennaio 2026); i problemi informatici del CUP sanitario (gennaio 2026)- liste “fantasma” emerse dopo la migrazione dei dati con conseguente sovrapposizione degli appuntamenti, nuovo applicativo SIO con svariati bug a lenta risoluzione, oltre alla illecita possibilità per gli infermieri di prescrivere gli esami diagnostici; i gravi disservizi all’Ospedale Santa Chiara, con blocco degli applicativi e della telefonia (novembre 2025); l’inaccessibilità a servizi provinciali per guasti ai server (maggio 2024); il furto di dati presso un fornitore di Dolomiti Energia (dicembre 2023); i disagi al pronto soccorso dell’Ospedale di Rovereto per malfunzionamenti software (luglio 2023). Episodi che, secondo gli Ordini, non possono più essere letti come eventi isolati, ma come sintomi di una vulnerabilità strutturale nella progettazione e responsabilità tecnica dei sistemi digitali.
Manca una progettazione professionale certificata e una chiara assunzione di responsabilità tecnica sulla tenuta delle architetture software e di rete. «Troppo spesso si interviene solo dopo il disservizio – evidenziano Di Rosa e Cassietti – «Serve un cambio di paradigma: dalla gestione reattiva a una vera gestione ingegneristica del digitale, basata su prevenzione, progettazione e collaudo».
Le infrastrutture informatiche di rilievo devono essere progettate, verificate e asseverate da professionisti abilitati, Ingegneri e Periti Industriali, come già avviene per le opere civili e impiantistiche. Una progettazione certificata garantirebbe qualità, responsabilità tecnica e tutele deontologiche e assicurative, riducendo i rischi di interruzione dei servizi. Questo approccio rafforzerebbe inoltre la competitività del Sistema Trentino, rendendo amministrazioni e imprese più affidabili e attrattive a livello nazionale, trasformando la progettazione professionale in un investimento capace di ridurre nel tempo spese di emergenza, danni reputazionali e costi di ripristino.
A livello nazionale, la necessità di regolamentare il digitale è chiara. Angelo Perrini, Presidente del Consiglio Nazionale Ingegneri, sottolinea che l’attuale assetto delle competenze professionali risente ancora di norme vecchie di quasi un secolo, mentre attività complesse nel settore dell’Ingegneria dell’informazione e industriale vengono spesso affidate a personale non iscritto all’Albo e privo di formazione specifica. «È fondamentale che la riforma delle professioni equipari il rischio tecnologico a quello sismico o statico e introduca una riserva di competenza per gli iscritti agli albi di settore». Gennaro Annunziata, Presidente del C3I – Comitato Italiano Ingegneria dell’Informazione, evidenzia come le infrastrutture digitali debbano essere progettate e collaudate da professionisti abilitati. «Non si tratta di logiche corporative, ma di garantire qualità, sicurezza e responsabilità a tutela della collettività. Una progettazione corretta riduce i disservizi, rafforza la resilienza dei sistemi e trasforma il digitale da potenziale fragilità a fattore di fiducia e affidabilità». Le scelte informatiche adottate non devono interferire sulla fluidità dei processi sanitari e sul rapporto fra professionisti. È necessaria la condivisione in via preliminare di definizione dei requisiti con tutte le professioni sanitarie coinvolte nel processo. È fondamentale inoltre prevedere formazione adeguata e robusta per la corretta messa a terra delle nuove infrastrutture digitali.
Alla luce della riforma nazionale delle professioni, che punta a riservare le prestazioni ad alto contenuto tecnologico a professionisti con competenze certificate, il Trentino potrebbe anticipare i tempi e diventare un territorio precursore, trasformando una criticità in un elemento distintivo di eccellenza. Gli Ordini professionali invitano la Provincia Autonoma di Trento e i principali enti del territorio ad avviare un confronto tecnico strutturato. «La sicurezza digitale è una questione di interesse pubblico – affermano i Presidenti –. Affrontarla oggi con lungimiranza significa tutelare cittadini, imprese e istituzioni, e costruire un futuro digitale solido e affidabile per il Trentino. Accanto agli aspetti tecnici, è fondamentale mantenere un dialogo costante tra tutti i professionisti coinvolti nella filiera e le istituzioni, garantendo competenze specifiche per ciascun contesto. Puntare all’eccellenza è essenziale, perché il nostro territorio ha le capacità per diventare un modello nazionale di innovazione e sicurezza».