Alla Caritro un incontro per riflettere sulla montagna a partire da 3 romanzi diversi

Sala conferenze della Fondazione Caritro completamente esaurita, con persone rimaste in piedi, per l’incontro pubblico “Da dove ripartire? Quando le montagne non sono solo uno sfondo”, promosso venerdì 20 febbraio dalla Sat Rovereto.

Una serata intensa e partecipata che ha messo in dialogo tre autori – Caterina Manfrini, Mario Raoss e Walter Nicoletti – in un confronto originale per forma e contenuti, capace di unire romanzo, saggio storico-antropologico e riflessione contemporanea sul futuro delle Alpi.

Il dialogo è partito dai rispettivi libri dei tre autori per convergere su un punto condiviso: la necessità di valorizzare la media montagna, in particolare quella delle valli del Leno, non come periferia ma come spazio centrale di identità e futuro.

Walter Nicoletti ha posto l’accento sull’importanza di lavorare sul “capitale sociale” delle comunità alpine: qualità delle relazioni, cura dei “giacimenti di biodiversità”, costruzione di filiere tra operatori e territori. Fondamentale, secondo Nicoletti, è anche riappropriarsi della narrazione della montagna.

Manfrini, nel suo romanzo ambientato in Terragnolo alla fine della Grande Guerra, ha restituito la montagna come protagonista viva, fatta di luoghi, relazioni, silenzi e dialetto – un elemento che, come emerso nel dialogo, “vale più di qualsiasi linguaggio simbolico” perché custodisce identità e appartenenza.

Raoss, presentando il suo imponente lavoro sui soprannomi della Vallarsa, ha ricordato come il soprannome “entri nella sostanza della persona”, raccontando storie di famiglie e comunità.

Un’opera di censimento che ha raccolto oltre 500 soprannomi, di cui 85 derivanti da mestieri e più di 40 legati ad attrezzi d’uso, segno di un’identità profondamente intrecciata con il lavoro e la vita quotidiana della montagna.

Entrambi gli autori hanno sottolineato l’urgenza di non perdere la memoria dei nomi dei luoghi e delle persone e di creare condizioni affinché i giovani che desiderano tornare a vivere in montagna possano trovare opportunità concrete.

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