C’è tempo fino alle 12 di mercoledì 25 marzo per candidarsi e collaborare con l’amministrazione di Trento nella predisposizione del Piano strategico del cibo, che costituirà la base per costruire politiche pubbliche strutturali e un sistema alimentare più sostenibile, equo e resiliente, capace di migliorare concretamente la qualità della vita delle persone e del territorio.
Oltre il 70 per cento del cibo prodotto a livello globale viene consumato nelle città, più di tre quarti delle persone che soffrono di insicurezza alimentare vivono in aree urbane e la maggior parte degli sprechi alimentari avviene nelle nostre case. Il rapporto città–cibo è dunque sempre più centrale e si sta strutturando in una prospettiva che riconosce il rafforzamento dei sistemi alimentari urbani come leva fondamentale per orientare in modo sostenibile, equo, sano e resiliente un mondo sempre più urbanizzato.
Il sistema agroalimentare, che coinvolge l’intera filiera – dalla produzione alla trasformazione, dalla distribuzione alla gestione dei rifiuti – incide profondamente su ambiente, salute, economia e coesione sociale. Se la sfida è globale, le risposte devono essere locali, radicate nel territorio e capaci di coinvolgere la comunità. È questo il senso delle politiche del cibo: strumenti di governance che mettono in connessione attori, competenze e obiettivi lungo tutta la filiera, dentro una visione unitaria, trasversale e partecipata.
In questo percorso si inserisce l’impegno del Comune nel promuovere, grazie al Tavolo Nutrire Trento, nato nell’ambito del protocollo Unicittà tra Università e Comune, consumo consapevole, produzione sostenibile e relazioni più strette tra città e territorio rurale. Nel 2019 l’amministrazione ha aderito al Milan Urban Food Policy Pact, rete internazionale che riunisce oltre 300 città impegnate a sviluppare politiche alimentari urbane integrate. E dal 2025, Trento partecipa a “Organic Cities Network Europe”, una rete europea di città e comuni impegnati a promuovere l’agricoltura biologica e sostenibile attraverso politiche alimentari urbane. Con concreti atti programmatici, il Comune ha assunto l’impegno di definire una strategia locale del cibo orientata alla transizione ecologica, alla tutela della salute pubblica e alla riduzione dello spreco alimentare, con l’obiettivo di mettere a sistema le iniziative già attive e integrarle con strumenti come il Pums (Piano urbano della mobilità sostenibile), il Paesc (Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima) e il Piano del Verde.
“Il cibo non è solo ciò che mettiamo nel piatto: è ambiente, è salute, è lavoro, è relazioni. È una scelta politica quotidiana”, dichiara l’assessore con delega alla Food Policy Andreas Fernandez. “Con il Piano del cibo vogliamo fare un salto di qualità: mettere a sistema ciò che già esiste e costruire una visione condivisa per il futuro di Trento e, in dialogo con la Provincia, per il futuro del Trentino”.
Il Piano strategico delle politiche del cibo di Trento nascerà da un’analisi e mappatura del sistema alimentare cittadino, approfondita da un percorso partecipato. L’obiettivo è consolidare partenariati, sostenere le esperienze dal basso e identificare le linee d’azione prioritarie per la città, dotandosi di una pianificazione condivisa e monitorabile nel tempo, anche in prospettiva territoriale.
Il bando, che sarà pubblicato domani, va proprio in questa direzione: selezionare una consulenza qualificata che accompagni l’amministrazione nella predisposizione del Piano, mettendo a disposizione competenze multidisciplinari indispensabili. “Vogliamo passare dai progetti alle politiche strutturali”, conclude Fernandez. “Costruire un sistema alimentare più sostenibile, equo e resiliente significa migliorare concretamente la qualità della vita delle persone e rafforzare il legame tra città e territorio”.
Il soggetto, che collaborerà con l’amministrazione nel periodo che va indicativamente da aprile a novembre 2026, riceverà un compenso di 23 mila e 600 euro (al netto di iva e oneri previdenziali, se dovuti).