Sono ancora sul posto per le operazioni di bonifica, nonché per il supporto ai medici veterinari di Asuit e al personale dell’azienda, circa una decina dei vigili del fuoco che ieri pomeriggio e durante la notte sono intervenuti a Sabbionara di Avio per l’incendio che ha distrutto l’allevamento di tori dell’azienda agricola Monte Stivo, uccidendo centinaia di capi di bestiame che non sono riusciti a lasciare la stalla.
“Un intervento impegnativo, che nelle fasi più intense ha richiesto la presenza di oltre 120 pompieri tra i volontari dei corpi di Avio e buona parte della Vallagarina includendo anche l’Alto Garda unitamente ai permanenti di Trento”, così il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti che ieri sera si è recato per un sopralluogo assieme al presidente della Federazione vigili del fuoco volontari Luigi Maturi e alla comandante del servizio antincendio Ilenia Lazzeri. “Operatori e operatrici – prosegue Fugatti – che ringrazio per la professionalità, lo spirito di collaborazione e la capacità di affrontare una situazione ad alto rischio, come quella ha colpito un’azienda del territorio causando la morte di centinaia di animali. Esprimo inoltre vicinanza ai titolari e ai lavoratori dell’impresa agricola interessata, nella speranza che quanto prima possano riprendere l’attività”.
Ieri la chiamata alla Centrale unica di emergenza è arrivata alle 17.38: sul posto sono giunti i volontari di Avio, Ala, Mori, Brentonico, Rovereto, Trambileno e anche di Arco (in supporto con una “kilolitrica” per il rifornimento delle autobotti), assieme ai permanenti di Trento con autobotte, autoscala e altri mezzi per il rifornimento delle autobotti. Gli stessi volontari sono oggi coadiuvati anche dai colleghi di Villa Lagarina e Calliano.
Tra le complessità affrontate la necessità di garantire l’evacuazione dei fumi per chi operava all’interno del capannone e per gli animali ancora vivi, che è stata assicurata attraverso il camion ventilatore giunto da Trento (mezzo solitamente utilizzato per i fumi in galleria). Garantito, sempre per favorire la sopravvivenza degli animali, anche il ripristino della rete idrica degli abbeveratoi nelle stalle durante le operazioni.
Purtroppo tragico, nonostante gli sforzi e l’attenzione profusa, il bilancio per l’allevamento: su un totale di 800 capi, le perdite hanno raggiunto i 250-300 esemplari, mentre gli altri animali sono stati inviati ad altre strutture per finire il ciclo di allevamento.