Venerdì 20 marzo alle 18, presso Harpolab, è in programma la proiezione del documentario “An Army of Women” (2024) di Judie Lunde Lillesaeter. Il film racconta la mobilitazione di un gruppo di donne di Austin, in Texas, contro un sistema che ha a lungo fallito nel garantire giustizia alle vittime di violenza sessuale. La proiezione sarà proposta con sottotitoli in italiano, realizzati appositamente per l’iniziativa. Iniziativa che si colloca nell’ambito del progetto “Il corpo delle donne: discorsi sul consenso nel terzo millennio”, promosso da Casa delle Donne di Rovereto (Cara Città), Coordinamento Donne – CAV Centro Antiviolenza di Trento e Rovereto e Zona Franca APS, realizzato con il sostegno di Fondazione Caritro e Cassa Rurale Alto Garda e Rovereto.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di stimolare una riflessione ampia e interdisciplinare sul tema del consenso, della libertà di scelta e della relazione con il proprio corpo, a partire da un contesto sociale e culturale ancora attraversato da ambiguità e stereotipi. Secondo il report “Le ragazze stanno bene?” di Save the Children (2024), il 48% degli adolescenti ritiene difficile dire di no a un rapporto sessuale all’interno di una relazione, il 36% considera scontato il consenso del/la partner e il 29% è convinto che il comportamento o l’abbigliamento delle ragazze possa contribuire alla violenza sessuale. Dati che evidenziano quanto il tema del consenso sia ancora poco compreso e profondamente influenzato da narrazioni distorte. Anche sul piano normativo il dibattito resta aperto. La proposta di legge presentata nel 2025 per introdurre esplicitamente il principio del consenso nell’articolo 609-bis del Codice penale, inizialmente approvata alla Camera, ha subito una significativa riformulazione nel successivo passaggio parlamentare. Nel testo attualmente in discussione è stato infatti abbandonato il riferimento al “consenso libero e attuale”, tornando a un’impostazione centrata sulla “volontà contraria” della persona offesa, riaprendo così il confronto sul riconoscimento pieno dell’autodeterminazione e sul ruolo del consenso nella definizione della violenza sessuale. Ma cosa significa davvero “consenso”? Quali condizioni rendono una scelta libera? E come si intrecciano autodeterminazione, vulnerabilità e contesto? Il progetto intende affrontare queste domande attraverso un percorso articolato di iniziative pubbliche, formative e culturali, rivolte sia alla cittadinanza sia a professionisti del diritto, dell’educazione e del sociale. Il progetto, avviato tra dicembre 2025 e gennaio 2026 con una serie di incontri formativi e iniziative pubbliche che hanno registrato una significativa partecipazione, prosegue ora con un calendario di appuntamenti che ci accompagneranno fino a giugno 2026.