“Un respiro per chi si prende cura”: il progetto di Pronti Qua ODV dedicato ai caregiver

Il progetto “Un respiro per chi si prende cura” nasce da una visione condivisa e vede l’associazione Pronti Qua ODV nel ruolo di capofila, affiancata dal Comune dell’Altopiano della Vigolana e dall’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari (ASUIT) come partner strategici.

Il progetto nasce da un’osservazione profonda del territorio: quando la malattia oncologica colpisce una persona, l’intero nucleo familiare viene travolto. Al centro di questa tempesta c’è il caregiver, colui che assiste, cura e sostiene il malato.

Spesso il caregiver vive un “doppio isolamento”: quello fisico, dovuto al carico di assistenza, e quello emotivo, dettato dalla paura e dalla fatica. Il progetto nasce quindi per rispondere a un bisogno vitale: curare chi cura. L’obiettivo è restituire al caregiver la sua identità di persona, aiutandolo a non scomparire dietro la malattia del proprio caro.

L’innovazione di questo progetto pilota risiede nel concetto di Prescrizione Sociale. Si parte dal presupposto che la salute non sia solo assenza di patologie, ma un benessere fisico, mentale e sociale completo.

Il progetto trasforma l’Altopiano della Vigolana in un laboratorio di solidarietà e di innovazione sociale, sviluppandosi attraverso alcune fasi essenziali che mirano a costruire un ponte solido tra il bisogno individuale e la risposta della comunità:

1. L’ascolto e la visibilità: Il primo passo fondamentale è far sentire i caregiver riconosciuti nella loro funzione vitale e spesso faticosa. Attraverso incontri diretti e un dialogo costante, si cerca di rompere il muro del silenzio e della solitudine, facendo emergere i bisogni reali, i desideri e le aspirazioni di chi soffre nell’ombra. Questa fase serve a “riaccendere i riflettori” su una quotidianità che il carico assistenziale rischia di rendere statica.

2. Il Catalogo di Comunità: Parallelamente, viene mappato tutto ciò che il territorio può offrire — coinvolgendo associazioni, professionisti, cittadini e spazi naturali o culturali. Si crea così un vero e proprio “Catalogo delle attività”, un ventaglio di opportunità concrete che spaziano dal benessere fisico alla creatività. Tra le proposte figurano iniziative come i corsi di attivazione muscolare “Attivi e positivi”, il Modern Nordic Walking, gruppi di lettura condivisa, la Pet Therapy e il supporto psicologico del “Progetto Ancora”, teatro, musica e tanto altro, offrendo così opzioni flessibili e diversificate.

3. Il Piano Individualizzato e il ruolo del Link Worker: Il Link Worker (figura formata e supportata da ASUIT) incontra il caregiver in luoghi e orari prossimi alla sua vita quotidiana. Insieme, attraverso un approccio olistico e una “co-progettazione”, scelgono quali attività del catalogo possono “dare respiro” alla sua giornata. Non si tratta di una “presa in carico” istituzionale classica, ma di una funzione di sblocco rapida e pratica, volta a individuare una “destinazione concordata” che includa momenti di leggerezza e cura di sé senza sensi di colpa.

4. Sostegno al Gruppo Pilota e Formazione: L’iniziativa mira a fornire un supporto diretto e concreto a un gruppo pilota composto da 10-15 caregiver, accompagnandoli in questo percorso rigenerativo. Contemporaneamente, il progetto investe sulla creazione di una squadra di Link Worker competenti e certificati, dotati di intelligenza emotiva e capacità di inventiva, pronti a operare sul territorio con strumenti adeguati per facilitare l’accesso ai luoghi di salute e benessere.

5. Sensibilizzazione e Validazione del Modello: Oltre al supporto individuale, l’iniziativa si pone l’obiettivo di sensibilizzare l’intera comunità sulla fatica invisibile di chi assiste un malato, promuovendo una nuova cultura della cura. Attraverso il cronoprogramma che va dal 2026 al 2027, il progetto prevede una fase finale di valutazione scientifica dei benefici ottenuti, con l’intento di testare e validare un modello di intervento, che sia sostenibile nel tempo e replicabile con successo anche in altre zone del territorio trentino. L’obiettivo ultimo è permettere ai partecipanti di includere la malattia nella propria vita, garantendo però che resti spazio per l’identità personale, la socialità e il benessere.

Sul piano operativo, il progetto si pone il compito di fornire un supporto diretto e concreto a un gruppo pilota composto da 10-15 caregiver, che saranno i primi a sperimentare questo percorso dedicato di “respiro”. Per rendere questo aiuto professionale e costante, uno degli obiettivi cardine è la formazione, mirata a costituire una squadra di Link Worker certificati, formati tecnicamente e pronti a operare sul campo con sensibilità e competenza.

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