Al MITAG la mostra Karakorum 1929: l’impresa sospesa

La mostra Karakorum 1929: l’impresa sospesa – Foto Sabrina Bortolotti

Sarà visitabile fino al 13 settembre prossimo al Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto la mostra temporanea Karakorum 1929: L’Impresa Sospesa, che riporta alla luce una delle imprese scientifiche più rilevanti del Novecento italiano: la spedizione geografica nel Karakorum del 1929, rimasta per decenni nell’ombra della più celebre conquista del K2.

Il 2 febbraio 1929 una spedizione guidata da Aimone di Savoia-Aosta, Duca di Spoleto, partì per mappare valli e ghiacciai del Karakorum ancora inesplorati. L’obiettivo iniziale era la conquista del K2, ma il governo fascista  – scottato dal disastro del dirigibile Italia di Umberto Nobile – impose la rinuncia alla vetta. La missione si trasformò in una straordinaria operazione scientifica, finanziata dal Comune di Milano e dai principali enti geografici italiani. Dopo mesi di isolamento, 400 portatori, tonnellate di equipaggiamento e esplorazioni fino a 6.800 metri di quota, la spedizione produsse quattro carte geografiche di dettaglio rimaste lo standard cartografico della regione per trent’anni. Carte che Ardito Desio utilizzerà come base per pianificare la conquista del K2 nel 1954.

La mostra è resa possibile dalla donazione del Fondo Giuseppe Chiardola, ufficiale topografo della spedizione, pervenuta al MITAG dalla Sardegna grazie a Giuliana Chiardola. Il fondo raccoglie carte topografiche, un album personale con oltre 600 fotografie, strumenti originali e attrezzature di spedizione, e permette di ripercorrere l’intera parabola biografica di Chiardola: dalla Grande Guerra alla delimitazione dei confini italo-austriaci, fino ai ghiacciai del Karakorum.

Il percorso espositivo si articola attraverso fotografie d’epoca, documenti originali e oggetti appartenuti a Chiardola: il cappello alpino del 4° Reggimento Alpini, l’equipaggiamento tecnico da spedizione, la macchina fotografica, il teodolite, taccuini e strumenti di misurazione, zaino, piccozza e corda. Completano la mostra le casse di spedizione originali e i volumi scientifici della missione. Le fotografie, provenienti dall’album personale di Chiardola, restituiscono la vastità dei paesaggi e il rigore delle operazioni sul campo.

La mostra non si chiude al passato. I rilievi del 1929 sono oggi strumenti di ricerca climatica: confrontati con le immagini satellitari attuali, offrono una base scientifica insostituibile per misurare il ritiro dei ghiacciai. I ghiacciai del Karakorum sono una delle più importanti riserve idriche del pianeta: dalla loro fusione dipende l’80% del deflusso del bacino dell’Indo e la sopravvivenza di oltre 200 milioni di persone. Su questo tema il MITAG ha sviluppato la mostra in collaborazione con il MUSE – Museo delle Scienze di Trento.

La mostra è visitabile fino al 13 settembre 2026, dal martedì alla domenica con orario 10-18 (ultimo ingresso ore 17.00).

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