Sabato 28 marzo in Largo Posta a Rovereto è sorta una nuova Campana della Pace.
Una Campana fatta di teli riciclati, con i nomi dei quasi 60 Paesi che in questo momento sono in guerra o in stato di crisi. Strisce con i colori dell’arcobaleno riportano parole che sono esortazioni e impegni: giustizia, uguaglianza, solidarietà…
Cartelli esibiti tra la folla hanno ribadito la promessa di azioni di pace: poesie, canti, interventi hanno testimoniato una volontà di opposizione alla cultura della violenza e alle guerre alle quali anche l’Italia non è estranea (Gaza e Palestina tutta, Iran). Un’intera piazza ha condiviso la volontà di un impegno da continuare attraverso la testimonianza (i sit-in bimensili delle Donne in Nero) e la ‘tessitura’ di reti di resistenza tra associazioni, istituzioni, singole persone.
“La guerra non è inevitabile – è una scelta politica.
La pace non è un’utopia – è una diversa scelta politica. “
Rovereto è stata una delle 162 città in cui si sono ripetuti principi, parole e azioni comuni. Affiancando il movimento No Kings e No Rearm Europe, il movimento nazionale “10, 100, 1000 piazze-Donne contro la Guerra ha proposto una modalità operativa: la costruzione di manufatti come segno del valore della collaborazione e dell’agire pratico. Tutti gli arazzi, i disegni, i ricami (e la Campana di Rovereto) si riuniranno il 20 giugno a Roma in un gioioso momento comune.
Il patrocinio del Comune di Rovereto e la presenza attiva della sindaca Giulia Robol e del consigliere delegato alla pace Tommaso Vaccari hanno confermato un’attenzione istituzionale e il sostegno a politiche e azioni di pace.