Per cento volte (o poco meno) in un secolo l’annuncio pasquale è risuonato forte anche sulle prime pagine del nostro settimanale: “È risorto!”, la notizia delle notizie, è apparsa fin dai primi anni come titolo da commentare nella copertina del numero pasquale ed il cantiere di ricerca storica che abbiamo aperto in questo centenario ci porta a rivedere come di anno in anno la redazione di Vita Trentina ha preparato e commentato la Resurrezione di Cristo, “senza la quale vana sarebbe la nostra fede”: riflessioni teologiche e bibliche, ma anche rinascite morali e sociali, storie di vita e capolavori dell’arte cristiana in un’attenzione speciale, come se fosse davvero l’edizione più importante dell’anno per i lettori cattolici.
L’ATTENZIONE SOCIALE
Per il giornale nato a Natale 1926 il primo appuntamento pasquale arriva nella primavera 1927 con un editoriale intitolato “Passione” che non nasconde le difficoltà di fronte al regime fascista che sta “stringendo” la morsa sulle libere associazioni. Per la prima volta gli auguri di “Buona Pasqua” ai lettori escono con la data del 1928, quando il pezzo di apertura illustra significativamente i contenuti della 15° Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, che sono appelli alla libertà e alla convivenza democratica. Nel 1929 il numero pasquale segnala trionfalmente l’ampio plebiscito a favore del Concordato siglato pochi mesi prima.

CITAZIONI TEOLOGICHE E LETTERARIE
Lungo la storia degli editoriali pasquali non mancano citazioni di teologi o scrittori cattolici (come Alessandro Manzoni)che riflettono sul mistero della Pasqua e spunti ripresi da liturgisti che illustrano alcuni passaggi del Triduo. Ben presto si fanno spazio pagine legate al rinnovamento primaverile come nell’attacco dell’editoriale del 1930: “Ecco nel mattino limpido squillano giocondamente le campane”. E quindi: “La primavera dello Spirito che nella gioia della resurrezione si associa alla gloria di Cristo , trova nella fioritura dei campi una significazione ed un simbolo”. Ma non si tratta di una fuga poetica, perché l’attualità politica affiora nel titolo di spalla “Pasqua rossa”, dedicato ai “nuovi sinistri bagliori di odio satanico provenienti dalla Russia bolscevica”.
L’ARTE IN COPERTINA
Nei primi decenni le fotografie e le immagini sono rare, in quanto costose, ma già nel 1935 appare una prima opera d’arte con angeli osannanti a firma di Cost. Grendona. Tra i vari autori che si alterneranno con le loro opere per molti anni risulta prediletto lo scultore trentino Eraldo Fozzer, il cui araldo appare più volte. Da allora le “gallerie” artistiche ritorneranno spesso nei numeri pasquali fino ad oggi.
GLI AUGURI AI SOLDATI
Attraverso le pagine di Vita Trentina il messaggio di pace della Pasqua raggiunge anche i militari trentini: nell’apposita rubrica “Lettere dal fronte” si leggono i loro ringraziamenti, impaginati peraltro a poca distanza dai drammatici aggiornamenti raccolti sotto il titolo: “Bollettini di guerra”.
Una delle copertine più significative può essere quella che non è mai uscita: siamo nell’anno 1945, quando le pubblicazioni sono state sospese per mancanza di carta a seguito della situazione bellica.
A metà degli anni Sessanta spicca il titolo “Il Concilio, Pasqua della Chiesa”, dal momento che la ricezione dei temi del Vaticano II si prende ampi spazi.
A fine anni Sessanta, quando il giornale aumenta le sue pagine e comincia a modificare la grafica, la riflessione pasquale occupa l’intera copertina; nel 1968, anno di movimentato dibattito, si riflette su “Il Senso della Pasqua”. Nel 1970 ecco il primo editoriale siglato CIVI (che sta per il nuovo direttore don Vittorio Cristelli) con il titolo immaginifico “Pasqua, scoppio di redenzione”, primo da una lunga serie di riflessioni cristelliane. Da alloa anche i temi dell’occupazione, del lavoro, del disagio sociale e dei conflitti irrompono nei pezzi pasquali.

VENTI DI GUERRA
Nei primi anni Novanta, quando le tempeste belliche del Golfo e poi dei Balcani s’abbatteranno anche sulle giornate pasquali, il giornale riporta al centro del messaggio pasquale: “Il cristianesimo è nato dalla certezza che il Cristo crocifisso è risorto. Questa è la radice della fede, il cuore del Vangelo”, scrive don Agostino Valentini, che nella Pasqua del 1994 si trova però a dover cedere l’apertura del giornale all’esito clamoroso delle elezioni politiche col titolo che ha fatto un’epoca: “L’Italia s’è destra”.
Per alcuni anni è lo stesso arcivescovo Giovanni Maria Sartori che affida al settimanale un messaggio ai trentini per la Pasqua.
Costante in questi anni è anche l’attenzione alla dimensione mondiale e la “Pasqua di liberazione degli oppressi” si ritrova in vari spunti del direttore don Ivan Maffeis, che definisce la Pasqua “un cammino sulle alture” nel 2001.
Con il direttore Marco Zeni il numero pasquale assume ormai le caratteristiche di un contenitore monografico nel quale si va alla ricerca di molte storie di persone o personaggi, che incarnano la possibilità di ripartire nella fede e di trovare conforto e aiuto nella fede. Un capitolo speciale è riservato ai catecumeni, come in occasione della Pasqua nella quale abbiamo intervistato Pier Giorgio Cattani, che era stato il loro catechista e accompagnatore.
La Pasqua del 2015 è quella che segna il passaggio da mons. Bressan a mons. Tisi, fino ad arrivare alla Pasqua nella quale il giornale porta il segno delle mascherine e del Covid. La redazione è costretta per lunghi mesi a lavorare a casa in smart workink e si assiste all’immagine iconica di papa Francesco che percorre da solo nella Via Crucis piazz San Pietro.
Il numero speciale di Vita Trentina commenta quel gesto con una ventina di contributi significativi ed un titolo ispirato dalle parole del Papa (“Nella stessa barca”) inserito dentro un’opera d’arte trentina.
ha collaborato Aurora Virginia Bolcato