Ritorno alla leva obbligatoria? Se ne parla a Rovereto il 9 aprile

Si parlerà del possibile ritorno alla leva obbligatoria, speranza o ansia di futuro per i giovani, a Rovereto il 9 aprile in occasione del nuovo appuntamento con la rassegna “Ban War” su guerra e ritorno della leva.

L’incontro dal titolo “Speranze di pace contro il dogma della guerra” prosegue infatti il ciclo di incontri formativi “Ban War”, dedicato a contrastare la cultura della guerra e promuovere speranze di pace. Giovedì 9 aprile si tiene il quinto appuntamento del ciclo con un focus su un tema di grande attualità: “Speranza o ansia di futuro per i giovani? Ritorno alla leva obbligatoria?”.

L’appuntamento è in programma alle ore 17:45 e vedrà la proiezione dell’intervento di Raffaele Mantegazza, professore dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, in dialogo con Antonio Mazzeo, insegnante, peace-researcher e giornalista, parte attiva dell’Osservatorio italiano per monitorare e denunciare l’attività di militarizzazione nelle scuole e nelle università.

Si analizzerà da un punto di vista storico e pedagogico tutte le implicazioni negative che un orizzonte di guerra porta con sé, con particolare attenzione al processo di militarizzazione dei luoghi della formazione e al trauma rappresentato dalla guerra, nel quale ci troviamo sempre più coinvolti. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole ha messo a punto un vademecum che fornisce alle scuole le linee guida per dire no alla «crescente presenza militare». L’Osservatorio denuncia da due anni a questa parte, il pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo, in particolare in relazione al ritorno della leva obbligatoria in Italia e in Europa.

L’incontro si inserisce in un contesto europeo complesso, in cui diversi Paesi stanno discutendo o reintroducendo forme di servizio militare obbligatorio e la presenza delle forze armate negli istituti scolastici suscita opinioni contrastanti. Le tensioni geopolitiche crescenti impongono una riflessione critica su come la leva militare stia tornando in molti Paesi europei secondo modelli nuovi di cui è necessario prendere coscienza.

Particolarmente significativo è il messaggio lanciato dalla Commissione Episcopale Italiana (CEI) in occasione del 1° maggio 2026, Festa dei lavoratori. I vescovi italiani hanno lanciato un forte messaggio di pace contro la guerra e in aperta contrapposizione a quanti vogliono riconvertire la manifattura civile in produzione militare, ricordando l’inganno della guerra e il lavoro come strumento di pace.

Il ciclo di incontri rappresenta un’importante occasione di riflessione collettiva per uscire dalla logica bellica e costruire alternative concrete alla cultura della guerra, promuovendo una visione di pace basata sui diritti e la giustizia sociale.

La rassegna è promossa a Rovereto dal Centro Pace insieme a Progetto Irene, A.N.P.I. Rovereto-Vallagarina, Donne in Nero Rovereto, gruppo BDS Trentino e dalla rete trentina “Ferma il riarmo”.

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