“Davanti alle correnti attuali che cercano di ridefinire il valore della vita umana di fronte alla malattia, alla sofferenza o alla vecchiaia, la Grotta di Massabielle si erge come un santuario della speranza cristiana”. Ne è convinto Leone XIV, che nell’omelia della messa presieduta alla Prairie del Santuario di Nostra Signora di Lourdes, davanti a 150mila persone e 7milla malati, si è subito rivolto a questi ultimi: “Qui, nessuna fragilità viene respinta. Le vostre stampelle, le vostre sedie a rotelle, le vostre lacrime nascoste non sono ostacoli: sono il luogo per eccellenza in cui siete pienamente rispettati, accolti e trasfigurati dall’amore infinito di Dio”. Prima dell’Angelus, l’appello a recitare il Rosario, nel mese di ottobre, affinché “ cessino le guerre e si faccia pace tra i popoli in conflitto”. In serata la processione “aux Flambeaux”, la prima volta per un Pontefice.
Massima vigilanza sugli abusi. La terza giornata del viaggio del Papa in Francia, interamente trascorsa a Lourdes, è cominciata incontrando i vescovi della Conferenza episcopale francese, esortati a continuare a contrastare la “dolorosa piaga degli abusi”, sulla quale occorre mantenere la “massima vigilanza”.
“Non lasciatevi scoraggiare dagli errori, dalle incoerenze o persino dalle cadute”, l’’esortazione papale. Tema, questo, ripreso anche nella parte centrale dell’omelia, il cui Leone – che nel pomeriggio ha incontrato in privato sette vittime di abusi da parte di membri del clero – si è soffermato sulla “esigenza di conversione coinvolge la Chiesa nel suo pellegrinaggio terreno”. La Chiesa “deve avere il coraggio di vivere questa conversione”: “Per guarire dalle ferite profonde, dalle infedeltà e dai dolorosi smarrimenti commessi al suo interno, dobbiamo porci umilmente sotto lo sguardo purificatore del Signore”.
“Riconoscere i nostri errori è indispensabile per la crescita spirituale”, come scriveva sant’Agostino: “Ti dispiaccia sempre ciò che sei, se vuoi guadagnare ciò che non sei “.
La dignità non si misura. “È impossibile considerare normale togliere la vita. Ciò che è legale non è necessariamente morale”. Anche da Lourdes, come aveva fatto a Parigi, il Papa ha usato parole ferme e chiare per riaffermare che “la persona umana è degna per il semplice fatto di esistere e di avere come fine l’eternità”: “La sua dignità non si misura e non si discute”.
“So che per alcuni di voi, a causa di particolari patologie e di dolori talvolta terribili, l’orizzonte può apparire cupo, incerto, senza via d’uscita”, ha detto Leone XIV incontrando gli operatori e gli assistiti dell’Accueil Notre Dame, struttura sanitaria che accoglie anziani e malati: “Ma nessuna legge umana deve farvi perdere la certezza della vostra dignità”. Al contrario, per il Papa, “è proprio in nome di questa dignità inalienabile della persona umana che la tentazione di togliere la vita con il pretesto di una falsa compassione deve essere fermamente respinta”.
No alla morte programmata. “Nessuno ha il diritto, mai, sulla base di algoritmi di laboratorio, di decidere della vita di un determinato embrione o di una determinata persona anziana! La medicina non potrà mai farsi serva della morte programmata!”, il monito: la vocazione degli operatori sanitari è “prendersi cura di una persona che soffre, e non eliminarla”. “Siate servitori appassionati della vita”, l’invito ai presenti, esortati, da un lato, “a sviluppare senza sosta le strutture di cura palliativa e di ricerca; dall’altro ad accompagnare con tenerezza i malati, come avviene qui a Lourdes”.
Non temere le tempeste del mondo. Al termine dell’omelia alla Prairie del Santuario di Nostra Signora di Lourdes, il Papa si è rivolto nuovamente ai malati: “Siete davvero nel cuore della Chiesa, e il vostro ruolo è insostituibile”.
“Non ripartirete da Lourdes come siete arrivati: ripartirete come missionari della speranza”, ha garantito Leone XIV: “È il miracolo di questo luogo: suscitare la gioia della speranza proprio nel cuore della prova e del dolore. La Vergine Maria risana i nostri sguardi e trasfigura i nostri cuori donando loro la pace”. “Siate, nei vostri paesi, nelle vostre diocesi e nelle vostre famiglie, testimoni attivi di questa forza e di questa tenerezza divine”, l’augurio finale: “Non temete le tempeste del mondo: la Santa Madre di Dio veglia sul vostro cammino, avvolge la Chiesa nel suo manto di tenerezza e, come radiosa Stella del mattino, guida i vostri passi per farvi nascere, nella gioia, alla vita stessa del suo Figlio Gesù”.