Si è tenuta domenica 11 ottobre a Trento la cerimonia in occasione della 76° Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro. Momento principale è stato la deposizione di una corona d’alloro al Monumento ai Caduti sul Lavoro in Largo Pigarelli da parte dell’Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro.
La Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro è stata istituzionalizzata su iniziativa dell’Anmil e viene celebrata ogni anno nella seconda domenica di ottobre con il sostegno del Presidente della Repubblica. Una giornata, come ha ricordato il presidente di Anmil Trento Roberto Bressanini, che “rappresenta un momento di responsabilità e impegno, perché dietro ai numeri degli incidenti ci sono persone. Occorre quindi intervenire prima delle tragedie, con prevenzione e cultura della sicurezza attraverso l’impegno di tutti. Come Associazione – ha aggiunto il presidente Bressanini – chiediamo l’istituzione di una Procura Nazionale del Lavoro e l’introduzione di una fattispecie autonoma del reato di omicidio sul lavoro. Il lavoro deve essere ciò che consente alle persone di costruire il loro futuro, non ciò che glielo porta via”, ha concluso Bressanini.
Alla cerimonia è intervenuto anche il vicepresidente e assessore allo sviluppo economico, lavoro, famiglia, università e ricerca Achille Spinelli, che ha sottolineato come, “di fronte al tema degli incidenti sul lavoro, la posizione della Provincia è improntata alla serietà delle politiche applicate alla sicurezza e alla salute. Oggi siamo qui con le strutture provinciali competenti: abbiamo un’attivazione ampia e diffusa di strumenti per cercare di prevenire il più possibile eventuali rischi sul lavoro. I dati 2026, pur confortanti rispetto allo scorso anno, sono comunque numeri che parlano di persone che soffrono e in alcuni casi hanno perso la vita. L’impegno della Provincia è massimo per arrivare a ridurre a zero queste statistiche. Oggi abbiamo strumenti come l’intelligenza artificiale, che rappresenta un punto tecnologico di cui anche la sicurezza sul lavoro può beneficiare”.
“Sul piano normativo – ha aggiunto il vicepresidente Spinelli – la legge provinciale 6 sull’economia è caratterizzata da un principio fondamentale: i datori di lavoro che non adeguano la loro struttura organizzativa all’assoluta sicurezza o hanno precedenti condanne per irregolarità in questo ambito non possono accedere agli aiuti. Il lavoro nero va combattuto in ogni modo, perché rappresenta un’apertura sicura al lavoro insicuro. La responsabilità del lavoratore è tra le prime sulle quali possiamo fare affidamento. In tema di sicurezza sul lavoro – ha concluso Spinelli – la Provincia c’è con le proprie strutture e i propri strumenti”.
Un impegno sottolineato oggi alla cerimonia anche da Silvia Eccher, dirigente dell’Uopsal, Unità operativa prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro dell’Asuit, che ha posto fra l’altro l’accento sull’importanza di fare rete per un’efficace promozione di una cultura della sicurezza.
L’assessora all’urbanistica e rigenerazione urbana del Comune di Trento Monica Baggia ha parlato dell’importanza della formazione dei lavoratori quale frutto di un positivo rapporto con il datore di lavoro, che deve mettere il personale nelle condizioni di conoscere i rischi e di poterli evitare.
I dati, come spiegato dal direttore provinciale Inail Efisio Alfio Pisanu, in Trentino vanno comunque in controtendenza rispetto al quadro nazionale. Nel 2025 in provincia di Trento v’è stata una diminuzione del 41% delle denunce di infortunio e di circa il 50% degli incidenti mortali (passati da 15 a 7). I comparti maggiormente esposti restano agricoltura e costruzioni.