OMR Rovereto, sciopero per il contratto: coinvolti 150 lavoratori

Nella mattinata di giovedì 15 ottobre è stato organizzato un presidio davanti allo stabilimento della OMR Rovereto, azienda che occupa 150 lavoratori e produce componenti per il settore automotive. I dipendenti hanno incrociato le braccia per sollecitare il rinnovo del contratto aziendale scaduto a dicembre 2025.

Il gruppo OMR, del patron Marco Bonometti, è una multinazionale del settore dell’acciaio e della componentistica dell’automotive con stabilimenti pressoché in ogni continente. Clienti principali sono la Dana/Allison e Stellantis.

La scorsa primavera è stata presentata la piattaforma sindacale, con richieste sia di carattere normativo sia concernenti il salario. “La proprietà continua a rimanere ferma nel proprio intento di non voler riconoscere incrementi salariali certi – dichiarano Michele Guarda ed Ermanno Ferrari rispettivamente della Fiom-Cgil e della Fim-Cisl – proponendo di incrementare, in modo peraltro modestissimo e lontanissimo dalle richieste dei lavoratori, gli importi di un Premio di Risultato su obiettivi mai raggiunti e irraggiungibili, cosa recepita dalle maestranze come una presa in giro”.

Di qui la scelta di incrociare le braccia. “Dopo le prime otto ore di sciopero di luglio – proseguono i due sindacalisti – c’era l’auspicio di un cambio di atteggiamento da parte della direzione, e invece nella trattativa ripresa dopo molti rinvii, al netto delle aperture sulle parti normative delle richieste dei lavoratori, sulle richieste salariali ci siamo ritrovati di fronte allo stesso muro”.

Nelle assemblee della scorsa settimana, in risposta alle chiusure dell’azienda, lavoratrici e lavoratori hanno votato di mettere in campo azioni di lotta articolate e prolungate, sino a quando l’azienda non accetterà di aprire una trattativa vera sul tema del salario.

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