Il card. Cupich in Duomo: “Qui mi sento a casa”

Il dono di una formella in rame che rappresenta la Cattedrale di Trento (foto Gianni Zotta)

Si è conclusa ieri sera in Cattedrale a Trento la visita in Trentino dell’arcivescovo di Chicago, cardinale Blase Cupich che per tre giorni ha voluto conoscere la terra d’origine del suo predecessore cardinale Joseph Bernardin a trent’anni dalla morte. “Qui mi sento a casa”, ha detto ieri sera, con la stessa espressione usata nei nei periodici ritorni in Primiero del suo predecessore, ringraziando anche per l’accoglienza ricevuta dalle comunità del Primiero, rappresentate ieri dai tre sindaci e dal loro ottimo coro che ha accompagnato la Messa.

L’arcivescovo Lauro Tisi, accompagnato dall’arcivescovo emerito Luigi Bressan e dal vescovo di Bolzano-Bressanone Ivo Muser, ha donato all’ospite una formella raffigurante il Duomo di Trento ed ha ringraziato il cardinale per il suo magistero e il contributo dato alla Chiesa universale, evidenziando nel suo saluto il legame che Bernardin avvertiva con la terra dei suoi genitori e anche la grandezza del suo episcopato, soprattutto sui temi della pace in un’epoca di corsa agli armamenti.

Per l’impegno nella politica e per la difesa della dignità umana in ogni sua fase si è pregato nella celebrazione eucaristica, segnata dalla presenza di molti membri delle associazioni e dei movimenti ecclesiali della Diocesi.

A loro il cardinale Cupich ha rivolto un’omelia, ispirato al brano del Vangelo di questa domenica (“Date a Cesare quel che è di Cesare…”), sottolineando lo specifico dell’impegno ecclesiale a servizio di ogni persona, libero da rapporti di potere, a partire dalle conclusioni dei padri del Concilio di Trento, che Cupich ha illustrato in un’omelia di grande spessore storico e anche teologico. Una sintesi nel prossimo numero di Vita Trentina.

La foto ricordo con i concelebranti, il coro del Primiero e i tre sindaci presenti alla celebrazione

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