Dopo l’incontro in piazza Dante con gli studenti di alcune scuole di Trento e quello con una rappresentanza del coordinamento del movimento “Istruzione di Qualità Trentino”, l’assessora all’istruzione Francesca Gerosa ha incontrato giovedì 22 ottobre le organizzazioni sindacali rappresentative del personale docente, per affrontare il tema contrattuale. Con lei la dirigente generale del Dipartimento istruzione Francesca Mussino e il dirigente generale del Dipartimento organizzazione, personale e innovazione Luca Comper.
“L’incontro di oggi rappresenta un punto di partenza, direi positivo, per proseguire il confronto con l’obiettivo di individuare le modalità per fare un nuovo passo avanti nel riconoscimento al lavoro dei docenti, figure chiave del nostro sistema scolastico, che ogni giorno contribuiscono alla formazione e alla crescita delle nuove generazioni – così l’assessora Gerosa al termine dell’incontro -. Dopo aver riportato, come mi ero impegnata, le sensibilità dei docenti incontrati ieri (mercoledì 21, ndr), abbiamo ascoltato le varie istanze su diversi temi relativi alla funzione docente con annesse responsabilità, avviando di fatto un percorso che proseguirà in tempi brevi in sede Apran dove era già in corso la trattativa per il rinnovo contrattuale. I temi affrontati al tavolo sono stati vari: dai livelli retributivi ai carichi burocratici, fino alle responsabilità connesse alla professione, alla qualità del lavoro, e alla disconnessione, temi che rappresentano i punti di partenza di un confronto che mira a migliorare le condizioni di lavoro e a valorizzare i docenti, una categoria fondamentale del nostro sistema scolastico. Quelle che mi sono state rappresentate oggi, così come ieri, sono criticità radicate negli ultimi decenni e cresciute nel tempo insieme alle complessità della società dalla quale il mondo della scuola non è avulso, e non posso che comprenderle, farmene carico e cercare soluzioni concrete”.
L’assessora è poi entrata nel merito di alcuni punti che ha considerato prioritari per il prosieguo del confronto in sede Apran, e sulla quale ha dato ampia disponibilità di ragionamento: lo snellimento del contratto, da rendere più leggibile, semplice e non interpretabile; il giusto equilibrio nella distribuzione dei carichi di lavoro negli istituti; la riduzione dei carichi burocratici per lasciare più tempo alla didattica durante le ore di scuola; una rivisitazione dell’approccio nella contabilizzazione e rendicontazione delle ore, con una maggiore flessibilità; una regolamentazione nel contratto di primo livello della disconnessione. Una convergenza di obiettivo che è stata innalzare la qualità del lavoro quotidiano quale leva per elevare la qualità del sistema e degli apprendimenti degli studenti. Parallelamente al confronto giuridico si ragionerà anche delle risorse economiche necessarie per il rinnovo contrattuale.
Per Flc del Trentino il confronto è stato deludente. “Non possiamo certamente ritenerci soddisfatti – ammette il segretario generale Raffaele Meo -. Chiediamo e continueremo a chiedere un piano straordinario per la scuola trentina, che dia risposte ai bisogni di tutto il personale, i docenti, gli Ata, gli assistenti educatori, le insegnanti dell’infanzia, le coordinatrici pedagogiche e la scuola professionale provinciale e paritaria. Ad oggi non registriamo alcun passo avanti in questa direzione, nonostante le promesse sentite ieri (mercoledì 21 ottobre, ndr) in piazza”.
Il sindacato di Via Muredei chiede risorse straordinarie sia per la parte economica sia per quella normativa del contratto. Sul piano economico, al di là delle cifre, per Flc resta essenziale far sì che i salari recuperino il potere d’acquisto eroso dall’aumento del costo della vita. “Non possiamo continuare a parlare di mero adeguamento al tasso d’inflazione. Dobbiamo pensare con una logica diversa che permetta a lavoratrici e lavoratori di recuperare quanto perso in questi anni in termini reali”, spiega Meo.
Sul piano normativo le richieste sono relative ad orari di lavoro, carico burocratico, conciliazione, riduzione dello stress e disconnessione. “Tutti temi che non si possono affrontare a somma zero”, insiste il segretario generale.
Da Flc è arrivata anche la sollecitazione a guardare la scuola con un respiro più ampio, affrontando anche la questione organici. “Il tema va esaminato anche alla luce del calo demografico in atto, con la capacità di trasformare questa dinamica in un’occasione per ripensare in meglio la scuola, a cominciare dalla riduzione degli alunni per classe. In questo modo si alleggerirebbero i carichi e si manterrebbero gli organici”.
Flc ha dunque chiarito che la vertenza, almeno per via Muredei, riguarda tutto il personale della scuola, non solo gli insegnanti. “Credevamo che l’incontro di oggi fosse di tutto il personale, ci è stato chiarito che la loro intenzione era focalizzarsi sui docenti, dunque abbiamo chiesto un nuovo e urgente confronto che ricomprenda tutte le altre figure professionali”.