Sono più di 1.500 le persone che prendono allo sciopero di venerdì 30 settembre contro il caro vita, contro la guerra e contro le politiche del Governo Meloni, che attraversa decine di città italiane. “Meglio figli unici che Fratelli d’Italia”, si legge su uno degli striscioni che aprono il corteo, composto principalmente dagli studenti delle scuole superiori, che si danno appuntamento al Liceo Leonardo Da Vinci nelle prime ore della mattina.
Il corteo, a cui si aggiungono anche il sindacato Usb, gli studenti universitari, il Centro Sociale Bruno e “semplici” cittadini, attraversa le vie del centro, passando sotto alcune scuole della città, da cui si affacciano altri studenti che applaudono i loro compagni scesi in piazza.
Il primo punto d’approdo della manifestazione è piazza Dante, sotto il palazzo della Provincia e quello della Regione, dove prende la parola Marta Anderle dell’Anpi: “Oggi i miei capelli bianchi spiccano, per fortuna”, dice rivolgendosi ai giovani manifestanti. “Se c’è un nuovo fascismo – commenta subito dopo -, c’è una nuova resistenza”.

Il corteo attraversa poi via Brennero, bloccandola. Alcuni attivisti di Extinction Rebellion si aggrappano ai pali della luce per appendere uno striscione. “Guerra, clima, diseguaglianze: unite nella lotta per il futuro”, sono le parole scelte. Si arriva infine in via Gilli, sotto il palazzo dell’Assessorato all’istruzione. Lì prendono la parola alcuni insegnanti, alcuni studenti e alcuni dottorandi, denunciano la situazione dell’istruzione in provincia e in tutta Italia, con edifici fatiscenti e paghe che non consentono di arrivare alla fine del mese.