È stato il lavoro di Antoni Lallican che ha documentato con il suo progetto The Russian Offensive in the Donbas oltre quattro anni di guerra nell’Ucraina orientale attraverso la vita quotidiana di civili e militari, a vincere il premio per l’edizione 2025/2026 del concorso fotografico WARS – War and Revolutionary Stories dell’Atlante delle Guerre e dei Conflitti del Mondo.
Lallican è stato ucciso il 3 ottobre 2025 nei pressi di Kramatorsk in Ucraina mentre documentava il conflitto, quindi il riconoscimento – alla memoria – è stato consegnato alla moglie Aïda Belloulid mercoledì 17 giugno alle Gallerie di Piedicastello, a Trento, che ospitano mostra, visitabile fino al 28 giugno 2026. L’esposizione parte dall’assunto che la guerra non sia solo un evento storico, politico o militare, ma una condizione che trasforma i luoghi, i corpi, gli sguardi. E la fotografia, sebbene non possa spiegare cos’è la guerra, costringe a guardarla. La mostra espone alcune delle opere presentate negli scorsi anni a WARS – War and Revolutionary Stories, un concorso che si basa su una convinzione profonda: la buona fotografia, soprattutto quella di reportage, richiede tempo. Tempo per conoscere i luoghi, comprenderne la geografia e le abitudini, costruire relazioni, capire i contesti umani e sociali in cui si opera. Solo attraverso questo processo lento e rigoroso il fotografo può essere davvero pronto a cogliere quell’istante decisivo capace di trasformarsi in informazione, emozione e narrazione.
Da venerdì 12 giugno, in mostra ci sono le opere del vincitore dell’edizione 2025/2026 Antoni Lallican, autore del progetto The Russian Offensive in the Donbas, un lavoro che documenta oltre quattro anni di guerra nell’Ucraina orientale attraverso la vita quotidiana di civili e militari. Gli altri finalisti, le cui opere sono in mostra, sono Ivor Prickett, con il progetto The Battle to Control Sudan, e Valentina Sinis, autrice di Were Afghan Women to Unveil Their Tales.
Il premio WARS è promosso dall’Atlante delle Guerre e dei Conflitti del Mondo, in collaborazione con la Fondazione Museo storico del Trentino e ANVCG – Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, con la direzione artistica di Fabio Bucciarelli e quella organizzativa di Raffaele Crocco.