In 3.000 persone, tante quanti i biglietti disponibili, hanno raggiunto, nella tarda mattina di ieri, domenica 28 giugno, il Doss del Sabion per assistere al concerto conclusivo della quarta edizione del Mountain Beat, il festival che fa incontrare artisti internazionali con la montagna, abbinando il battito ad alta frequenza dei concerti con il battito a bassa frequenza delle esperienze alla scoperta della natura e del territorio. Dopo il concerto di Ben Harper di sabato 20 settembre, lo spettacolo di ieri, con la voce eterea di Elisa, il pianoforte raffinato di Dardust e l’avvolgente quintetto di archi, si è inserito con delicatezza nel contesto naturale tra Dolomiti di Brenta e Adamello Presanella che abbraccia il Doss del Sabion, coinvolgendo il pubblico in un’atmosfera intima e amichevole.
Venti canzoni e quasi due ore di concerto che hanno portato, dove le Alpi e le Dolomiti si incontrano, il raffinato sodalizio tra la cantautrice Elisa e il pianista, compositore e produttore Dardust (Dario Faini), interprete dell’elettronica da camera e di originali arrangiamenti.
Si comincia con “Ouverture/Filo di seta” e si prosegue con “Come te nessuno mai”, ed è subito magia tra il pubblico e la coppia di artisti che suonano, cantano e dialogano con la gente della montagna per tutto il tempo. Poi, la voce di Elisa intona “Promettimi” e, a seguire, “No Hero”, “L’anima vola”, “Qualcosa che non c’è”, “Seta” e altri brani ancora.
“Quattro anni fa abbiamo immaginato un progetto chiaro e ambizioso – ha affermato Tullio Serafini, presidente di Azienda per il Turismo Madonna di Campiglio che ha ideato e organizzato il progetto – portare grandi artisti in un luogo straordinario, far incontrare la forza della musica con quella della montagna. Da allora è stato un crescendo, anno dopo anno, con lo spirito e l’impegno di creare momenti ed emozioni indimenticabili. Mountain Beat Festival ha l’intento di diventare una motivazione in vacanza ed una proposta attrattiva per una clientela nazionale ed internazionale”.