Scuola a luglio, Docet: “Il personale insegnante non è deputato alla conciliazione”

“L’apertura delle scuole dell’infanzia nel mese di luglio in Trentino è ormai diventata, di fatto, un undicesimo mese di servizio. Presentata come risposta alle esigenze di conciliazione delle famiglie, dopo sette anni mostra però con sempre maggiore evidenza criticità educative, organizzative e legate al benessere di bambini e insegnanti, senza aver affrontato realmente il problema della conciliazione”. Lo sottolineano Giovanni Ceschi, Michele Lupi e Daniela Tabarelli dell’associazione Docet.

“Le scuole dell’infanzia non possono trasformarsi nella risposta permanente a bisogni sociali che richiedono strumenti diversi, più flessibili e rispettosi dei tempi dell’infanzia e della vita familiare. Va ribadito con chiarezza che il personale insegnante non è personale deputato alla conciliazione. Le insegnanti sono professioniste dell’educazione: progettano percorsi di crescita, osservano, accompagnano lo sviluppo dei bambini e costruiscono relazioni educative di qualità. Non possono essere considerate un surrogato dei servizi estivi o una soluzione alla loro carenza. Durante l’estate gli ambienti scolastici risultano spesso poco adatti a permanenze prolungate. Anche dove sono presenti sistemi di raffrescamento, bambini molto piccoli trascorrono fino a dieci ore negli stessi spazi, con ridotte opportunità di movimento, esperienze diversificate e cambi di contesto”.

“A ciò – aggiungono Ceschi, Lupi e Tabarelli – si aggiunge la crescente difficoltà nel reperire e trattenere personale. Sempre più insegnanti scelgono altri ordini di scuola, territori confinanti o percorsi professionali differenti, perché la scuola dell’infanzia è percepita come sempre più gravosa e meno attrattiva. Una tendenza che rischia di compromettere la qualità del servizio e la tenuta del sistema scolastico trentino. Va inoltre considerato il tempo che il personale deve dedicare alla formazione, alla verifica annuale, alla progettazione educativa e agli obblighi in materia di salute e sicurezza. La conciliazione si costruisce investendo in servizi estivi dedicati, sostegni alle famiglie e politiche del lavoro che favoriscano il tempo di cura, non estendendo senza limiti il tempo-scuola dei bambini più piccoli. Difendere la scuola dell’infanzia significa tutelare il diritto dei bambini a tempi adeguati, ambienti vivibili ed esperienze educative di qualità, rispettando al contempo la professionalità e la salute degli insegnanti”.

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