“L’ultimo provvedimento della giunta trentina è degno di un film dell’orrore: non basta uccidere i cinghiali, bisogna farli soffrire il più possibile. Qui è caduto il velo dell’ipocrisia: lo chiamano ‘controllo mirato’ perché se non si mira perfettamente, gli animali si trascineranno con le viscere trafitte dalla freccia finché non moriranno dissanguati. La giunta pensa davvero di ampliare in questo modo – come dichiara, almeno secondo quanto riportato dai media – il numero dei praticanti di una attività residuale, in considerazione della contrazione degli iscritti alle associazioni della categoria?”. A dirlo, in una nota, è l’Enpa, che contesta il provvedimento firmato dall’assessore Roberto Failoni che permette la caccia con l’arco ai cinghiali.
“Questo provvedimento – aggiunge l’Enpa – non è una tragedia ‘esclusivamente’ per i cinghiali, che hanno avuto sola colpa di essere preda interessante per i cacciatori che li hanno introdotti nei territori illecitamente. Ma rischia di rivelarsi un gravissimo pericolo per tutti: quanti potranno trovarsi nel campo d’azione di gente armata di uno strumento mortale ma silenzioso? Almeno sentendo gli spari si potrebbe comprendere di essere in un’area a rischio, decidendo di allontanarsi – tutti tengono alla propria vita! – oppure di rendere percepibile la propria presenza, sperando di portare a casa la pelle: l’attività della caccia è responsabile di oltre 450 morti negli ultimi 17 anni, con una media di circa 26 persone uccise ogni anno”.
L’Enpa domanda alla Giunta provinciale di Trento “di fare un passo indietro, se non per il rispetto degli animali, almeno per la sicurezza delle persone: con questo provvedimento non si sta certamente dimostrando riguardo per i propri concittadini, la cui maggioranza è contraria alla caccia, ancor più quando effettuata con modalità tanto cruente. Inoltre siamo certo che sarà davvero una bella pubblicità per il turismo del Trentino la possibilità per gli escursionisti di essere infilzati mentre fanno una passeggiata con i propri figlioletti nei boschi, pedalano in mountainbike, sono in cerca di funghi. Rivolgiamo anche un accorato appello al Commissario del Governo in quanto autorità di pubblica sicurezza, perché questo estemporaneo provvedimento metterà seriamente a rischio l’incolumità delle persone”.